Il sistema di giustizia digitale in Italia sta affrontando una crisi senza precedenti. A Bari, i malfunzionamenti del processo penale telematico stanno causando ritardi significativi nel deposito degli atti giudiziari, compresi quelli urgenti. La situazione è così grave che i magistrati sono costretti a ricorrere a procedure cartacee, rallentando ulteriormente il lavoro.
La Associazione Nazionale Magistrati (ANM) di Bari ha sollevato la questione durante una conferenza stampa tenutasi il 9 giugno 2026. Antonella Cafagna, presidente della sezione barese dell’ANM, ha dichiarato che i blocchi improvvisi del sistema informatico stanno creando inevitabili rallentamenti nel processo giudiziario. “I continui malfunzionamenti delle applicazioni informatiche destinate al processo penale causano dei ritardi nel deposito degli atti, anche quelli urgenti”, ha affermato Cafagna.
Le cause dei malfunzionamenti
Il problema non è isolato a Bari, ma riguarda l’intero distretto di Corte d’Appello, che comprende anche gli uffici giudiziari di Trani e Foggia. Il sistema digitale del Ministero della Giustizianoto come Applicativo del processo penale 4.0è stato introdotto per gestire il processo penale telematico. Tuttavia, da quando è entrato in funzione, più di un anno fa, ha dimostrato di essere inadeguato alle esigenze del processo penale.
Marco Guida, presidente della Seconda sezione penale del Tribunale di Bari, ha spiegato che il sistema necessita di continui aggiornamentiche spesso portano a nuovi malfunzionamenti. “I blocchi, improvvisi, si ripetono con frequenza ossessiva e rallentano il lavoro”, ha dichiarato Guida. “Siamo costretti a correre ai ripari con i depositi cartacei. L’azione della giustizia, sia chiaro, non viene compromessa ma lavorare in queste condizioni allunga i tempi e accresce il carico di responsabilità.”
Le conseguenze per gli avvocati
Gli avvocati, attraverso la Camera penalehanno già fatto sentire la loro voce di protesta. Salvatore D’Aluiso, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bariha dichiarato che il blackout ha paralizzato le convalide e le direttissime degli arresti in flagranza, le scarcerazioni. “Non è la prima volta che accade e questo desta grande preoccupazione”, ha affermato D’Aluiso. “I tempi si allungano ma la regolarità dei depositi non viene compromessa. Bisogna intervenire con decisione per superare queste disfunzioni e rendere il sistema finalmente efficiente.”
Le richieste di miglioramento
Per superare queste criticità, l’ANM chiede un intervento urgente sulle infrastrutture tecnologiche a supporto della giustizia. “Abbiamo bisogno di un potenziamento della rete, di un potenziamento delle dotazioni hardware e poi di un miglioramento del funzionamento dell’applicativo in termini di software”, ha concluso Cafagna. L’obiettivo è garantire un funzionamento efficiente del processo penale telematico, evitando che i problemi tecnici possano incidere sulla tempestività degli adempimenti giudiziari.
Dario Capozzi Orsini, segretario regionale della CGIL Funzione Pubblicaha aggiunto che i sistemi informatici ministeriali, soggetti a interruzioni improvvise e blackout prolungati, sono chiaramente inidonei. “La giustizia barese, dall’edilizia alla gestione degli applicativi per il processo, merita soluzioni più rapide”, ha dichiarato Capozzi Orsini. “Spesso magistrati, cancellieri, addetti al processo lavorano in condizioni impossibili. Bisogna assolutamente migliorare le condizioni di lavoro non solo a Bari ma in tutta la regione.”



