L’Italia è sotto la morsa di un’ondata di caldo record, con temperature che raggiungono picchi estremi in diverse città. Bari, in particolare, è tra le città in allerta rossa, con previsioni che indicano un aumento delle temperature nei prossimi giorni. L’anticiclone africano sta causando un’afa opprimente, con conseguenze significative sulla salute e sull’ambiente.
Secondo il bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, oggi sono 16 le città italiane in allerta massima, con temperature che superano i 40 gradi. Tra queste, Torino, Milano, Brescia, Genova, Bologna, Firenze, Perugia, Viterbo, Rieti, Roma, Frosinone, Latina, Pescara, Campobasso, Cagliari e Palermo. La situazione è destinata a peggiorare domani, sabato 18 luglio, quando le città in allerta rossa saliranno a 19.
Le città più colpite dall’ondata di caldo
Le città in allerta massima sono Torino, Milano, Brescia, Genova, Bologna, Firenze, Perugia, Ancona, Viterbo, Rieti, Civitavecchia, Roma, Frosinone, Latina, Pescara, Campobasso, Cagliari, Palermo e Catania. Otto i capoluoghi contrassegnati dal bollino arancione: Verona, Ancona, Civitavecchia, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Messina e Catania. Restano in giallo Bolzano, Venezia e Trieste.
La situazione è particolarmente critica in Sardegna, dove si prevedono temperature fino a 47 gradi. Anche l’Abruzzo è colpito da un caldo estremo, con temperature che superano i 42 gradi in diverse località. Pescara, ad esempio, sarà in allerta rossa fino a domenica, con temperature che raggiungono picchi estremi.
Le previsioni per i prossimi giorni
Le previsioni indicano un cambio di scenario all’inizio della prossima settimana. L’arrivo di correnti più fresche in quota, associate a una vasta depressione sull’Europa nordorientale, favorirà un progressivo peggioramento delle condizioni atmosferiche. Già da lunedì 20 luglio, ci si aspetta i primi temporali, in particolare sulle Alpi, con locali e rapidi sconfinamenti verso le adiacenti pianure del Nord.
Tra la notte e le prime ore di martedì 21 luglio, il fronte perturbato attraverserà in modo più deciso l’Italia. Il contrasto tra l’aria fresca in arrivo e quella molto calda e umida presente nei bassi strati potrà favorire fenomeni anche intensi, con rischio di grandinate e forti raffiche di vento, soprattutto su Lombardia orientale, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna.
Successivamente, le precipitazioni si estenderanno a parte del Centro-Sud, in particolare lungo il versante adriatico. Da mercoledì 22 luglio è atteso un graduale miglioramento grazie all’espansione dell’alta pressione delle Azzorre sull’Europa occidentale. La notizia più attesa riguarda senza dubbio il calo termico. Dopo giorni di afa opprimente e notti tropicali, l’anticiclone subtropicale batterà in ritirata, tornando a stabilizzarsi nelle sue zone d’origine, ovvero sul Nord Africa.
Le conseguenze del caldo estremo
Il caldo estremo sta avendo conseguenze significative sulla salute e sull’ambiente. Secondo i dati sulle ondate di calore forniti dal Ministero della Salute, Torino è risultata la città più calda con 23 giorni di allerta in poco più di un mese, ovvero dal 25 maggio al 30 giugno. Le chiamate al numero di pubblica utilità sono state oltre 1.000. Le città da bollino rosso sono destinate ad aumentare, con previsioni che indicano un peggioramento della situazione nei prossimi giorni.
La produzione di vongole e cozze nell’Alto Adriatico è a rischio a causa del caldo anomalo. A puntare i riflettori su questa emergenza è Legacoop Agroalimentare nel corso dell’incontro ‘Mediterraneo che bolle e crisi vongole’. Un’occasione di confronto nata dall’urgenza di affrontare gli effetti diretti del cambiamento climatico su un comparto strategico per l’economia del Nordest.
In Abruzzo, le temperature hanno superato i 42 gradi. Il termometro, secondo le rilevazioni dell’associazione Caput Frigoris, ha raggiunto i 42,4 gradi a Castiglione a Casauria, i 41,3 a Pratola Peligna, i 41,1 a Bussi sul Tirino, i 40,6 a Introdacqua, i 40,4 a Ofena, i 40,2 a Chieti Scalo. Numerose le località che sfiorano i 40 gradi, mentre anche in montagna, a oltre 1.000 metri di quota, vengono raggiunti i 36 gradi.
La situazione è particolarmente critica anche in Sicilia, dove è stato dichiarato l’allarme rosso per incendi in tutte le province. La Protezione civile regionale ha emesso un avviso per rischio incendi e ondate di calore dalla mezzanotte e per le successive 24 ore. Per Palermo sono previsti, domani, allerta rossa e pericolosità alta per quanto riguarda il rischio roghi, e il livello 3 (colore rosso) per il rischio di ondate di calore, con temperature massime percepite di 39 gradi.



