Il 13 aprile 2026 una forte burrasca ha colpito Bisceglie, scatenando venti intensi che hanno messo a dura prova il patrimonio arboreo della città. Subito dopo, le autorità hanno avviato una serie di operazioni volte a garantire la sicurezza dei cittadini, ma il risultato è stato la rimozione di un numero considerevole di esemplari. Le associazioni ambientaliste hanno richiesto l’accesso civico per comprendere i motivi e le modalità dell’intervento, ottenendo finalmente i documenti ufficiali che ne delineano i numeri e i costi.
Interventi e spese sostenute dopo la bufera
Le tre relazioni economiche prodotte dal Comune di Bisceglie per i lavori eseguiti dal 14 aprile attestano una spesa complessiva di 70.476,90 euro per l’abbattimento di 200 alberi. Se si includono le attività di alleggerimento e potatura, il totale sale a 176.479,81 euro. Il censimento arboreo di queste operazioni è stato inserito in un contesto più ampio: 344 interventi sono stati registrati, di cui 87 hanno comportato la rimozione effettiva di alberi, mentre gli altri prevedevano esclusivamente lavori di monitoraggio e alleggerimento. Questi dati sono stati consolidati nel report conclusivo consegnato il 10 giugno dall’agronomo Dott. Arrigo Salvatore Guerrieri incaricato dal Comune.
Analisi dei costi in somma urgenza
L’intervento è stato eseguito sotto la procedura di somma urgenza prevista dall’art. 140 del D.lgs. 36/2023 per situazioni impreviste che richiedono azioni immediate. La normativa richiede che ogni abbattimento sia supportato da una perizia tecnica qualificata tipicamente una valutazione VTA (Verifica Tecnico-Ambientale). Tuttavia, la documentazione disponibile mostra che solo 87 alberi sono stati oggetto di una perizia chiara, lasciando 113 esemplari senza giustificazione tecnica ufficiale.
Perizie tecniche e discrepanze evidenti
Il verbale del Centro Operativo Comunale (COC) del 14 aprile cita “strutture arboree che apparivano in condizioni critiche e potenzialmente a rischio cedimento prima facie”, suggerendo l’eliminazione di 68 esemplari dopo ulteriori ispezioni. Nessuna perizia indipendente è stata allegata per gli altri 113 esemplari, generando dubbi sulla trasparenza dell’intervento. La perizia del Dott. Guerrieri evidenzia che il vento ha aggravato criticità latenti, come squilibri della chioma, radici ristrette, lesioni al tronco e interferenze con infrastrutture, ma non tutti questi fattori sono stati documentati nei rapporti ufficiali.
Domande sulla gestione del verde urbano
L’allerta gialla emessa dalla Protezione Civile regionale per le giornate del 12 e 13 aprile definiva la situazione come “eventi eccezionali e imprevedibili”. Questo solleva interrogativi su quanto davvero siano stati “imprevedibili” gli effetti sul patrimonio arboreo e se la risposta fosse stata proporzionata. Inoltre, la mancanza di un censimento arboreo aggiornato e di un bilancio verde preventivo ha ostacolato una gestione preventiva. Le amministrazioni locali non hanno ancora presentato un piano di sostituzione per gli alberi tagliati, né è prevista la figura di un agronomo nella struttura organica del Comune, fattori che le associazioni denunciano come segnali di incuria prolungata.
Le associazioni ambientaliste – Ambiente Giustizia Lavoro, Italia Nostra Bisceglie, Legambiente Bisceglie, Libera il futuro Bisceglie, Life 9.41 e Pro Natura Bisceglie – hanno chiesto maggiori chiarimenti sulla congruità delle spese, sulla decisione della somma urgenza e sulla trasparenza delle perizie. Hanno inoltre annunciato l’organizzazione di incontri pubblici per approfondire la vicenda e per sollecitare l’amministrazione a definire una strategia di rigenerazione verde che includa la sostituzione degli esemplari scomparsi e la creazione di un monitoraggio continuo.



