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Cortellesi celebra la Repubblica ricordando il voto alle donne e le partigiane

Paola Cortellesi ha aperto la festa ai piedi del Quirinale con un monologo che ha collegato la nascita della Repubblica al primo voto delle donne e al coraggio delle partigiane.

Cortellesi celebra la Repubblica ricordando il voto alle donne e le partigiane

Nel contesto delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica, Paola Cortellesi ha offerto al pubblico un intervento intenso e riflessivo, in cui ha messo al centro il tema del voto alle donne e il ruolo delle partigiane nella costruzione della democrazia italiana. L’evento, svolto in piazza al Quirinale e trasmesso in diretta, ha visto la presenza delle massime cariche istituzionali e una platea attenta alle parole dell’attrice e regista.

Il monologo ha intrecciato memoria storica e interrogativi sul presente: Cortellesi ha richiamato figure simbolo della Resistenza e della stagione costituente, sottolineando come molte delle promesse della Repubblica siano ancora da realizzare pienamente. Le sue parole hanno recuperato testimonianze personali e gesti simbolici che hanno segnato la nascita della nostra Repubblica.

La nascita della Repubblica tra cabine elettorali e coraggio femminile

Cortellesi ha ricordato che la Repubblica “nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale”, immagine che sintetizza la forza di un atto privato e insieme rivoluzionario. Con questo espediente narrativo ha voluto evidenziare che il diritto di voto non è solo un’istituzione formale ma un gesto di liberazione collettiva. Ha quindi rimarcato l’importanza del voto femminile del 1946, momento in cui per la prima volta le donne italiane poterono incidere direttamente sul destino politico del Paese.

Dal gesto individuale alla promessa pubblica

La scena del voto è stata presentata come il punto di partenza di una serie di trasformazioni sociali: grazie alla Repubblica, ha detto Cortellesi, fu sancita la possibilità per le donne di studiare, lavorare, candidarsi e amministrare i propri beni. Tuttavia, l’attrice non ha nascosto le lacune ancora esistenti, citando il mancato raggiungimento della parità salariale e la necessità di garantire sicurezza e libertà nella vita quotidiana delle donne.

Il ricordo delle partigiane: storie che parlano al presente

Nel suo intervento Cortellesi ha reso omaggio a diverse figure femminili della Resistenza e della Costituente, tra cui Tina Anselmi, Nilde Iotti e Teresa Mattei. Particolare attenzione è stata dedicata a Irma Bandiera, detta “Mimma”: la staffetta partigiana bolognese torturata e fucilata a 29 anni, che prima di morire scrisse una breve lettera alla madre chiedendo che si ricordasse il suo sacrificio per la libertà delle generazioni future.

La lettera di Irma Bandiera come monito

Citando quel messaggio agli affetti, Cortellesi ha enfatizzato che le battaglie affrontate dalle partigiane non appartengono al passato: “Quelli dopo di lei siamo noi”, ha scandito, richiamando la responsabilità collettiva nel preservare e concretizzare gli ideali di libertà e partecipazione. La figura di Bandiera è stata usata come simbolo del fatto che la democrazia richiede memoria attiva e impegno quotidiano.

Un appello all’impegno civile e alla responsabilità

Il monologo non si è limitato a celebrare, ma ha lanciato un invito pratico: «Dobbiamo lavorarci», ha affermato Cortellesi, riferendosi ai diritti ancora incompiuti. Con queste parole l’attrice ha trasformato il ricordo storico in un’esortazione contemporanea, indicando che la sovranità appartiene al popolo e che ogni cittadino ha un ruolo nel realizzare le promesse della Repubblica.

La scelta di mettere in luce il legame tra memoria e presente ha dato all’intervento un carattere educativo: la celebrazione degli 80 anni della Repubblica è quindi diventata l’occasione per riflettere su quanto sia stato conquistato e su quanto resti da ottenere per una piena eguaglianza civile e sociale.

La piazza e il senso condiviso

Davanti al Quirinale, l’applauso della piazza ha sottolineato la risonanza delle parole di Cortellesi. La reazione del pubblico ha trasformato il monologo in un momento corale, confermando che le storie individuali delle partigiane continuano a nutrire il discorso pubblico e a richiedere attenzione per i temi della parità e della giustizia sociale.

In chiusura, il richiamo alle figure femminili protagoniste della Resistenza e della Costituente ha riaffermato che la Repubblica è il frutto di sacrifici concreti e di scelte civili, e che mantenere vivo quel patrimonio significa impegno, partecipazione e responsabilità verso le generazioni future.

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