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Dimissioni di Graziamaria Starace: l’assessora lascia le deleghe durante l’indagine

Questa sera Graziamaria Starace ha restituito le deleghe al presidente della Regione Puglia dopo essere stata iscritta nel registro degli indagati per concussione. La vicenda riguarda la concessione dello stabilimento Verdemare di Vieste e coinvolge anche il sindaco di Vieste e altri funzionari comunali.

Dimissioni di Graziamaria Starace: l’assessora lascia le deleghe durante l’indagine

Questa sera, 17 giugno 2026, alle 23:24 l’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace ha formalizzato le sue dimissioni dalle deleghe assegnatele, consegnando la gestione al presidente della Regione Puglia. L’annuncio segue l’iscrizione nel registro degli indagati per l’ipotesi di reato di concussionein un’inchiesta connessa alla sua precedente attività come assessora al Turismo del Comune di Vieste. In questo momento Starace ha deciso di restare semplice consigliera regionale, spiegando di voler tutelare la propria famiglia e la propria immagine mentre procedono le indagini.

Dimissioni, dichiarazioni e reazioni istituzionali

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaroha ricevuto le deleghe questa sera alle 23:00 e ha commentato la decisione dell’assessora con parole di comprensione e prudenza. Decaro ha ricordato la necessità di non agire d’impulso in una vicenda che intreccia vita pubblica e vita privata, affermando: “Questa sera mi ha consegnato la gestione delle deleghe assegnatele. Comprendo il suo stato d’animo e la sua necessità di essere libera di fare chiarezza e nel contempo di proteggere la sua famiglia.” Nella stessa nota il presidente ha definito la situazione come “UNA SITUAZIONE DELICATA CHE IMPONE PRUDENZA” e ha sottolineato che “Un’ipotesi di reato non è una condanna“.

L’assessora Starace ha motivato la scelta con un appello alla tutela dei figli e alla fiducia nelle istituzioni: “Sento come mia priorità ora proteggere i miei figli, che sono il mio bene” e “Resto serena e ho immensa fiducia nella Magistratura“. Ha inoltre ribadito i principi che hanno guidato il suo impegno: “Ho sempre vissuto il mio impegno politico ispirandomi ai principi di legalità” e “E sono certa di essermi sempre comportata correttamente nello svolgimento delle mie funzioni pubbliche“.

L’inchiesta su Verdemare di Vieste e i soggetti coinvolti

Al centro dell’accusa c’è la vicenda della concessione balneare dello stabilimento Verdemare di Viesteuna pratica amministrativa che sarebbe stata prima revocata e poi riconcessa al titolare, l’ex marito dell’assessora. Secondo gli atti, la revoca sarebbe stata legata alla verifica di presunte irregolarità, risolte successivamente, e la Procura ipotizza che tale iter possa aver avuto connotazioni tali da configurare concussione. Nella vicenda sono coinvolti il sindaco di Vieste e presidente della Provincia, Giuseppe Nobilettie l’ingegnere dell’ufficio tecnico comunale, Vincenzo Ragnoanch’essi iscritti nel registro degli indagati.

Registrazioni, deleghe ritirate e la posizione di altri indagati

Un elemento che ha avuto ricadute amministrative è la presunta esistenza di registrazioni effettuate di nascosto dall’ex assessore ai grandi eventi, Gaetano Paglialongache avrebbe acquisito conversazioni con Nobiletti e Starace. Dopo la scoperta delle registrazioni, il sindaco ha ritirato le deleghe a Paglialonga per il venir meno della fiducia. Gli avvocati difensori, tra cui Alessandro Ciliberti e Michele Vairahanno annunciato che forniranno alla Procura documenti e elementi per dimostrare la correttezza procedurale e la parità di trattamento tra gli operatori balneari, spiegando che la revoca della concessione e la successiva riconsegna sono avvenute nel breve periodo necessario per i lavori e le verifiche.

Nel comunicato difensivo si evidenzia inoltre che tra la revoca e la restituzione della concessione sono passate “poche settimane, forse pochissimi mesi”, e si sottolinea l’intenzione di dimostrare che le azioni amministrative non sono state condizionate da finalità illecite. L’accadimento ha però già determinato una significativa esposizione mediatica e istituzionale che ha portato alla decisione politica di Starace di restituire le deleghe.

Impatto sulla giunta regionale e quadro procedurale

La rinuncia alle deleghe da parte dell’assessora apre ora una fase di gestione provvisoria da parte del presidente regionale, in attesa che la Magistratura completi gli accertamenti. Il presidente Decaro ha ribadito la necessità di attendere gli esiti delle indagini prima di assumere ulteriori provvedimenti, affermando di volere “una lettura attenta affidata ai giudici“. Nel frattempo Starace continuerà a svolgere il suo ruolo di consigliere regionale, mantenendo comunque la disponibilità a chiarire la propria posizione nelle sedi opportune.

La vicenda pone sotto i riflettori i rapporti tra amministrazione locale e ruoli istituzionali, con ricadute politiche e personali che si intrecciano strettamente. Mentre l’iter giudiziario proseguirà secondo i tempi della Procura, le dichiarazioni pubbliche dicono molto sulla percezione dell’opportunità politica e sulla necessità di tutelare soggetti coinvolti in vicende complesse.

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