La regione puglia ha approvato una serie di misure per contenere la spesa legata ai dispositivi medici, con l’obiettivo di ridurre l’incidenza di questa voce di bilancio sul fondo sanitario regionale. Le nuove disposizioni, contenute in una delibera di giunta, mirano a ottimizzare gli acquisti e a garantire un uso più appropriato delle risorse.
L’iniziativa fa parte di un piano triennale che si estende fino al 2028, con l’obiettivo di allineare la spesa per dispositivi medici alla media nazionale. Nel 2026, questa spesa ha rappresentato il 7,01% del fondo sanitario regionale, superiore alla media nazionale del 6,47%.
Gare centralizzate e monitoraggio costante
Tra le principali misure adottate, la Regione Puglia invita le aziende sanitarie a privilegiare gli acquisti attraverso gare centralizzate già disponibili. Inoltre, è stato chiesto a InnovaPuglia di bandire nuove gare centralizzate, con particolare attenzione ai dispositivi che incidono maggiormente sulla spesa farmaceutica.
I direttori generali delle aziende sanitarie sono chiamati a monitorare costantemente gli acquisti attraverso i dati disponibili sui sistemi informatici. Questo monitoraggio include il confronto con i prezzi medi a livello nazionale e l’organizzazione di audit con i medici prescrittori e gli ambulatori ospedalieri e distrettuali.
Un ruolo cruciale è assegnato anche all’Aress che supporterà il Soggetto Aggregatore regionale nella pianificazione e progettazione delle gare centralizzate sui dispositivi medici a maggiore impatto di spesa.
Verifiche sull’appropriatezza prescrittiva
La delibera prevede il potenziamento delle verifiche sull’appropriatezza prescrittiva con particolare attenzione alle categorie di dispositivi identificati come prioritari. Tra questi, i reagenti diagnostici utilizzati per le analisi del sangue e inseriti nella classificazione W, hanno registrato una spesa di quasi 165 milioni di euro nel 2026.
Questi reagenti sono già stati inseriti nella programmazione pluriennale strategica di InnovaPuglia per l’espletamento di una gara regionale. Al secondo posto tra le categorie a maggiore incidenza figurano le protesi ortopediche per le quali risultano già aggiudicate procedure di gara centralizzate.
I direttori generali dovranno adottare specifiche procedure e direttive aziendali per garantire una rapida divulgazione delle aggiudicazioni di gara a tutti gli operatori sanitari interessati. L’obiettivo è incentivare l’utilizzo prioritario dei prodotti con il miglior rapporto costo-beneficio all’interno della stessa categoria di dispositivi medici.
Rinegoziazione dei contratti e verifiche urgenti
Le aree provveditorato aziendali dovranno effettuare verifiche urgenti sui prezzi di acquisto dei dispositivi per i quali non risultino disponibili convenzioni quadro del Soggetto Aggregatore/Consip. Nelle more dell’attivazione delle procedure di appalto, le aziende dovranno rinegoziare i prezzi dei contratti in essere per ottenere condizioni economiche più favorevoli.
Questa strategia complessa e articolata mira a intervenire su più livelli: programmazione delle gare, monitoraggio degli acquisti, confronto dei prezzi, appropriatezza delle prescrizioni e rinegoziazione dei contratti. L’obiettivo finale è riportare progressivamente sotto controllo la spesa per i dispositivi medici nel triennio 2026-2028, riducendo il divario tra l’incidenza registrata in Puglia e quella media nazionale.



