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Mozione urgente a Bisceglie per il rimpatrio di Domenico Nino Centrone e altri italiani in Libia

A Bisceglie una mozione urgente sollecita il sindaco a rivolgersi alla Presidenza del Consiglio per ottenere assistenza consolare, tutela legale e il rimpatrio di Domenico Nino Centrone e altri italiani detenuti in Libia; Pax Christi, ANPI e ARCI sostengono l'iniziativa.

Mozione urgente a Bisceglie per il rimpatrio di Domenico Nino Centrone e altri italiani in Libia

Il 17 Giugno 2026 alle 11:39 il consigliere comunale di Sinistra Italiana, Gianni Naglieriha depositato una mozione urgente indirizzata al sindaco e al presidente del consiglio comunale di Bisceglie in favore di Domenico Nino Centrone e di altri cittadini italiani detenuti in Libia. L’atto invita l’amministrazione locale a intervenire formalmente presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per sollecitare il Governo italiano a usare tutti i canali diplomatici disponibili.

Mozione e contenuti richiesti al Governo

La mozione chiede che il sindaco invii una richiesta formale, con carattere di massima urgenza, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché il Governo italiano attivi le procedure necessarie per garantire ai connazionali coinvolti assistenza consolaretutela legale e il più rapido possibile rimpatrio. Nel testo si richiama il dovere costituzionale dello Stato di tutelare i propri cittadini all’estero e si sottolinea l’urgenza dovuta alla situazione di instabilità politica e alle criticità sul piano del rispetto dei diritti umani in Libia.

Richieste operative nell’atto

La mozione prevede la trasmissione dell’atto a specifici enti istituzionali: oltre alla Presidenza del Consiglio dei Ministril’atto sarà inviato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e all’Ambasciata d’Italia a Tripoli. Lo scopo è ottenere informazioni chiare sulle misure adottate e sui tempi di intervento, così da monitorare il rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti e coordinare eventuali azioni di rimpatrio.

Il ruolo delle associazioni locali e il richiamo alla solidarietà

L’iniziativa ha raccolto l’adesione di organizzazioni del territorio: Pax ChristiANPI e ARCI hanno espresso sostegno alla mozione, sollecitando le istituzioni a non restare inerti. Le associazioni puntano a promuovere, insieme al Comune, iniziative di sensibilizzazione e azioni pubbliche per mantenere alta l’attenzione sulla vicenda e per sostenere le famiglie dei cittadini detenuti. In questo contesto il Comune viene invitato anche a svolgere un ruolo di facilitatore tra attori locali e istituzioni nazionali.

Mobilitazione civica e strumenti previsti

Nel documento si suggerisce l’organizzazione di momenti pubblici di informazione e solidarietà che coinvolgano associazioni, organizzazioni e cittadini del territorio. La mozione, oltre a richiedere interventi diplomatici concreti, vuole costruire un fronte di pressione civile che chieda trasparenza sulle azioni intraprese dal Governo e il rispetto pieno dei diritti dei detenuti.

Dichiarazioni e tono politico della proposta

Il consigliere Naglieri ha motivato la mozione sottolineando che «non possono esserci silenzi né atteggiamenti attendisti.» La frase sintetizza l’urgenza e la determinazione dell’atto, che mira a impedire un approccio passivo da parte delle istituzioni. La mozione ribadisce inoltre il richiamo ai valori di solidarietà e tutela dei diritti umani che, secondo i proponenti, caratterizzano la comunità di Bisceglie e impongono una reazione collettiva e istituzionale.

«Bisceglie – conclude Naglieri – deve far sentire la propria voce.» Questa espressione chiude il testo della mozione richiamando all’azione l’intero consesso civico e suggerendo che l’intervento del Comune possa avere un peso simbolico e pratico nel sollecitare il Governo a muoversi con rapidità.

L’atto è stato concepito come uno strumento formale di pressione istituzionale, che unisce l’azione locale con l’azione diplomatica dello Stato: da un lato la richiesta di trasmissione alle istituzioni centrali, dall’altro la mobilitazione sociale attraverso associazioni e iniziative pubbliche. Resta ora da verificare la risposta delle amministrazioni centrali e le eventuali attività operative dell’Ambasciata d’Italia a Tripoli per assicurare assistenza e rimpatrio a Centrone e agli altri cittadini coinvolti.

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