Arriva a Bari GEA 2076, l’installazione-museo ideata per dare forma visibile alle conseguenze del cambiamento climatico e stimolare una presa di responsabilità collettiva. Progettata da Alessandro Calizza su incarico di Greenpeace Italia, l’opera si presenta come una vera macchina del tempo che trasporta i visitatori in uno scenario a distanza di cinquant’anni, utilizzando l’iperbole per rendere concreto ciò che oggi è ancora evitabile.
L’allestimento è accessibile al pubblico in Corso Vittorio Emanuele II (altezza statua Cavallo con Gualdrappa) e sarà visitabile dalle ore 10.00 alle ore 20.00 dal venerdì 22 maggio fino a domenica 24 maggio. In concomitanza con la mostra, Greenpeace presenterà una serie di dati relativi ai costi della crisi climatica in Puglia, con un focus sugli eventi meteo-idro estremi che hanno segnato l’ultimo decennio e sulle risorse destinate alla prevenzione del dissesto idrogeologico.
L’opera e il suo messaggio
Il cuore dell’installazione è una narrazione scenografica che mette insieme immagini, oggetti e testimonianze per evocare possibili episodi futuri collegati all’escalation climatica. Con linguaggi visivi diversi, GEA 2076 vuole dimostrare come l’inerzia politica e la ricerca del profitto delle aziende inquinanti possano contribuire a scenari distopici, ma offre allo stesso tempo uno spazio per immaginare rotte alternative e soluzioni praticabili. L’approccio non è puramente allarmistico: l’allestimento bilancia l’evocazione degli impatti con esempi concreti di azione e prevenzione.
Struttura e percorso espositivo
La mostra si articola in tre aree distinte ma integrate, pensate per accompagnare il visitatore in un percorso progressivo: dalla ricostruzione delle cause alla rappresentazione degli impatti, fino a una sezione finale dedicata alle soluzioni. Ogni tappa è concepita come uno spazio interattivo, dove l’uso di installazioni multimediali e materiali reali serve a rendere palpabile il concetto di rischio climatico. L’intento è favorire la comprensione del fenomeno attraverso esperienze sensoriali e informazioni scientifiche accessibili.
Dati pugliesi e costi della crisi climatica
Parallelamente alla mostra, Greenpeace Italia renderà pubblici i numeri relativi agli impatti e ai costi della crisi climatica in Puglia. Il focus riguarda in particolare gli eventi meteo-idro estremi verificatisi nell’ultimo decennio: alluvioni, ondate di calore e fenomeni di erosione costiera che hanno determinato danni economici e sociali significativi. I materiali esposti e i briefing previsti intendono mettere in sequenza il legame tra eventi climatici estremi e la carenza o l’efficacia degli investimenti nella prevenzione del dissesto idrogeologico.
Prevenzione e investimenti
Uno degli obiettivi dichiarati dall’iniziativa è richiamare l’attenzione sulle risorse necessarie per la prevenzione: dalla manutenzione delle reti idriche alla gestione del territorio, fino a politiche urbane che riducano la vulnerabilità. L’installazione non si limita a esporre cifre, ma propone anche spunti per policy e interventi concreti, mettendo in relazione costi immediati e risparmi futuri legati a misure di adattamento. Si vuole così alimentare un dibattito pubblico basato su dati verificabili e proposte concrete.
Itinerario, tappe precedenti e programma a Bari
GEA 2076 ha già fatto tappa a Roma per l’inaugurazione e è stata presentata successivamente a Padova in aprile; la programmazione primaverile si conclude a Bari con questa tre giorni pubblica. In città l’installazione sarà accompagnata da un calendario di incontri e dibattiti che vedranno la partecipazione di esperti ambientali, rappresentanti istituzionali e associazioni locali, con l’intento di intrecciare il racconto artistico con proposte operative per il territorio.
La fruizione è pensata per essere inclusiva: il percorso è progettato per essere accessibile e offrire strumenti informativi sia ai cittadini interessati ai dati scientifici sia a chi cerca stimoli per iniziative locali di prevenzione. GEA 2076 si presenta quindi come un’occasione per riflettere collettivamente su come evitare gli scenari più gravi e su quali politiche adottare per proteggere comunità e territori.



