Le attività di ricerca legate alla scomparsa di Domenico Racanatiil pescatore 53enne di Bisceglie disperso dal 2 hanno registrato un nuovo sviluppo tecnico: gli investigatori si sono concentrati su un tratto terminale del fiume Trignoa breve distanza dall’imbocco sul Mare Adriaticodopo il crollo del viadotto che aveva interrotto il collegamento tra Molise e Abruzzo. La Procura della Repubblica di Larino ha reso noto il punto di interesse individuato grazie a strumentazioni specialistiche.
Rilevamento magnetometrico e nuova area di approfondimento
Un magnetometro terrestre in dotazione ai Carabinieri Forestali di L’Aquila ha registrato alcune anomalie del campo magnetico in un’area fluviale situata a circa 70 metri dalla foce del Trigno, nel tratto terminale prima dell’immissione in mare. La Procura precisa che il segnale non costituisce una prova certa della presenza del veicolo, poiché può essere causato da altri metalli nell’alveo, ma rappresenta il primo punto circoscritto su cui concentrare i rilievi approfonditi dall’avvio delle operazioni.
Per verificare quanto segnalato dal magnetometro saranno necessarie complesse operazioni di dragaggio e l’impiego di strumentazioni tecniche adeguate, attività che richiederanno coordinamento tra più enti e professionisti specializzati. Le autorità hanno sottolineato la delicatezza delle operazioni, che devono bilanciare la ricerca del disperso con gli accertamenti tecnici sulle cause del crollo.
Strumentazioni e risorse impiegate nelle ricerche
Nel corso delle settimane precedenti sono stati mobilitati diversi reparti e mezzi: la Polizia Stradalei Vigili del Fuocola Capitaneria di Portola Guardia Costiera e i Carabinieri Forestalicon il supporto di squadre aeree, sonar e apparecchiature per l’esplorazione dei fondali. Inoltre, è stata messa a disposizione in modo gratuito la tecnologia offerta da Codevintec Italiautile per le ricerche subacquee e per la mappatura dei fondali.
Aspetti giudiziari e gestione del viadotto crollato
La Procura di Larino ha aperto un fascicolo per crollo colposo e omicidio colposomantenendo il viadotto sotto sequestro giudiziario. La permanenza del vincolo sulla struttura condiziona sia le indagini sia la possibilità di avviare lavori di ripristino del collegamento stradale tra le regioni coinvolte. Nei giorni successivi al crollo erano già emersi piccoli reperti, come la targa e una porzione del paraurti recuperati tra un pilone del ponte e la vegetazione sottostante, ma del veicolo e dell’uomo disperso non è stata trovata traccia.
La necessità di procedere con accertamenti tecnici sul viadotto resta prioritaria per stabilire le cause del collasso e per consentire l’eventuale dissequestro, che aprirebbe la strada ai lavori di ripristino. Intanto la Procura ha evidenziato che “allo stato continuano le ricerche” e che gli uffici stanno “contemperando le esigenze istruttorie con quelle pratiche”, indicando la volontà di coordinare indagine e sicurezza viaria.
Tavolo tecnico previsto per il coordinamento
Per armonizzare le esigenze investigative e quelle legate alla viabilità è stato programmato un incontro formale il 15 luglio 2026. Al tavolo parteciperanno rappresentanti istituzionali e tecnici, tra cui esponenti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasportidel Dipartimento della Protezione Civiledell’Anasdella Regione Molisedell’Autorità di Bacinodel Comune di Montenero di Bisacciadella Prefettura, delle forze dell’ordine, della Marina Militare e del Genio Militare. L’obiettivo dichiarato è pianificare gli interventi di ricerca e i successivi percorsi tecnici per il recupero del collegamento stradale.
La famiglia di Domenico Racanati ha più volte sollecitato il proseguimento delle operazioni di ricerca, convinta che il veicolo possa trovarsi ancora nelle vicinanze del viadotto crollato. Le attività continueranno nei prossimi giorni concentrandosi sull’area individuata dal magnetometro, con l’impiego di mezzi e competenze specialistiche per chiarire la natura delle anomalie e, se possibile, ritrovare l’uomo disperso.



