24 Maggio 2026 🌤 20°

Pianeta Mare Film Lab a Taranto, giovani trasformano smartphone in corti sul mare

Giovani filmmaker, istituzioni e ricercatori hanno trasformato Taranto in una residenza creativa per cortometraggi e partecipazione civica

Pianeta Mare Film Lab a Taranto, giovani trasformano smartphone in corti sul mare

Un progetto itinerante che mette insieme cinema, ricerca e territorio ha animato Taranto dal 18 al 22 maggio, trasformando la città in un vero e proprio laboratorio creativo. Il Pianeta Mare Film Lab, tappa del più ampio Pianeta Mare Film Festival, ha proposto una residenza formativa per ragazze e ragazzi under 30, con l’obiettivo di raccontare il mare e le dinamiche urbane attraverso il linguaggio audiovisivo. In cinque giorni il centro della città ionica è diventato palco di idee, riprese con smartphone e sperimentazione tecnica, dove la pratica del videomaking si è intrecciata con la ricerca scientifica e le buone pratiche di citizen science.

La settimana si è conclusa nell’Aula Magna del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari, dove sono stati proiettati i cortometraggi realizzati dai partecipanti. A ricevere il riconoscimento del pubblico studentesco è stato il corto “A Sako” del regista italocaraibico Arik Amodeo, lavoro dedicato alla memoria di Bakari Sako, il bracciante maliano ucciso il 9 maggio nella città vecchia di Taranto. Amodeo ha espresso gratitudine per l’opportunità di portare attenzione su una vicenda dolorosa e, al tempo stesso, per raccontare la solidarietà e l’affetto che caratterizzano la comunità locale.

La formula del Film Lab e i soggetti coinvolti

Il format del Pianeta Mare Film Lab unisce residenza artistica e formazione pratica: i partecipanti soggiornano in luoghi istituzionali, ricevono lezioni e svolgono riprese in team. A Taranto la collaborazione ha visto protagonisti il Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, la Marina Militare, il Commissario straordinario per le bonifiche, la Fondazione Taranto 25 e molte altre realtà come il CNR-ITC, la Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, l’Accademia di Belle Arti di Bari, la Jonian Dolphin Conservation, il WWF e l’Apulia Film Commission. Questa rete ha garantito risorse, spazi e contenuti scientifici utili per collegare le narrazioni audiovisive ai temi ambientali del territorio.

Formazione pratica e metodo di lavoro

Nel corso dei cinque giorni i dodici allievi hanno sviluppato idee, scritto sceneggiature brevi e girato sei corti di circa cinque minuti usando lo smartphone come strumento principale. La direzione artistica è stata affidata al regista Valerio Ferrara, mentre il curatore del Giro d’Italia del Film Lab è stato Max Mizzau Perczel e il montaggio ha visto il coinvolgimento del montatore Stefano Mattacchione. Il metodo pratico ha privilegiato la contaminazione tra saperi: lezioni tecniche, testimonianze di ricercatori e visite in luoghi simbolici hanno alimentato i soggetti, trasformando il racconto locale in materiale audiovisivo accessibile e condivisibile.

Il corto premiato e la centralità della memoria

Il riconoscimento assegnato a “A Sako” nasce da una votazione tra gli studenti presenti e i giovani partecipanti al laboratorio, a conferma dell’approccio partecipativo che caratterizza il progetto. Il film di Amodeo, oltre a ricordare la figura di Bakari Sako, mette in luce il tema della coesione sociale e della dignità delle persone che vivono il territorio. In questo senso il corto ha funzionato come strumento di testimonianza e di sensibilizzazione, mostrando come il linguaggio cinematografico possa trasformare eventi tragici in spunti di riflessione collettiva.

Reazioni della comunità e ruolo delle scuole

Alla proiezione finale hanno partecipato circa 250 studenti, a partire dai 12 anni, che hanno affiancato i giovani filmmaker nelle votazioni e nel dibattito pubblico. Le scuole hanno dunque giocato un ruolo attivo nella selezione dei lavori e nella disseminazione dei temi affrontati. Sul fronte digitale, la pagina Instagram del festival ha registrato interazioni superiori a 430.000 utenti under 30, mentre negli ultimi dodici mesi oltre 9.000 studenti sono stati coinvolti nelle attività del festival e dei laboratori: numeri che confermano l’efficacia della formula nel creare engagement giovanile attorno ai temi ambientali e culturali.

Rete, impatto e prospettive per il territorio

Il Film Lab si è innestato nel progetto CIVITAS – Memoria urbana, cittadinanza e sostenibilità partecipata, che lavora sul valore del Mar Piccolo e sulla costruzione di senso di appartenenza. Figure istituzionali come Vito Uricchio (commissario straordinario per le bonifiche e dirigente tecnologo CNR), il professor Antonio Uricchio, e l’ammiraglio di divisione Andrea Petroni hanno sottolineato l’importanza di un approccio integrato per la tutela del mare e per la promozione della blue economy. L’obiettivo condiviso è trasformare le storie raccolte in strumenti di conoscenza pubblica, stimolando nuove pratiche di cura dell’ambiente e nuovi narratori che possano continuare a raccontare Taranto con una voce giovane e consapevole.

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