Bari si trova al centro di un paradosso: mentre i dati economici la posizionano come locomotiva della Puglia, i cantieri urbani stanno creando tensioni sociali senza precedenti. La città, che ha visto una crescita del PIL superiore alla media regionale, deve ora fare i conti con le proteste dei residenti e degli operai, in particolare nel cantiere dei veleni dove la situazione è degenerata in veri e propri scontri.
La Banca d’Italia ha recentemente pubblicato un rapporto che evidenzia la forza economica di Bari, con un aumento del 6,2% nel traffico passeggeri del porto e un incremento del 3,7% nella movimentazione merci. Il settore turistico non è da meno, con Bari che intercetta circa l’8% delle presenze turistiche pugliesi. Tuttavia, questa crescita economica non sembra alleviare le tensioni sociali legate ai cantieri urbani.
Il cantiere dei veleni: un focolaio di tensioni
Nel cuore di Bari, il cantiere dei veleni è diventato un simbolo delle tensioni tra residenti e operai. Gli abitanti del quartiere denunciano disagi continui, tra polvere, rumori e riduzione degli spazi di parcheggio. Gli operai, dal canto loro, lamentano aggressioni e minacce. Un operaio ha riferito di essere stato colpito con bottiglie e di aver subito colpi a salve. La situazione è così tesa che le autorità stanno valutando l’intervento per ripristinare l’ordine.
Il progetto, finanziato con i fondi del Pnrr mira a migliorare la mobilità urbana con il BRT (Bus Rapid Transit), un sistema di autobus elettrici in corsie preferenziali. Tuttavia, i lavori stanno causando disagi significativi, con una riduzione drastica delle carreggiate destinate al traffico privato e la scomparsa di centinaia di stalli di sosta. Gli automobilisti baresi si trovano a dover affrontare una vera e propria gimkana tra transenne e buche stradali.
Bari: un’economia in crescita nonostante le sfide
Nonostante le tensioni sociali, Bari continua a mostrare un’economia robusta. Il mercato del lavoro barese registra il maggior aumento del tasso di occupazione in Puglia, sostenuto da una forte concentrazione di addetti nella manifattura ad alta tecnologia e nel terziario a elevata intensità di conoscenza. Il settore finanziario non è da meno, con Bari che detiene oltre 22,8 miliardi di euro in prestiti bancari e circa 28,9 miliardi in depositi.
Il porto di Bari si conferma un nodo cruciale per la logistica commerciale, con una specializzazione nel traffico ro-ro. Anche il settore turistico evidenzia la forza del capoluogo, con un mercato meno stagionale e più strutturato rispetto alle località balneari. Tuttavia, l’instabilità geopolitica globale e l’inflazione del 2,1% nel 2026 stanno comprimendo il potere d’acquisto delle famiglie.
Le sfide future e le prospettive
Bari deve affrontare sfide importanti per consolidare la sua posizione di locomotiva del Mezzogiorno. Le imprese stanno riducendo gli investimenti a causa dell’instabilità geopolitica, e l’inflazione superiore alla media nazionale sta mettendo a dura prova le famiglie. Tuttavia, la città punta a sfruttare le risorse del Pnrr per progetti digitali e infrastrutturali che possano migliorare ulteriormente la qualità della vita dei cittadini.
La sfida per le autorità sarà quella di bilanciare sviluppo e benessere sociale, garantendo che i benefici della crescita economica siano equamente distribuiti tra tutti i cittadini.



