La Puglia si conferma un punto di riferimento nel riciclo del vetro in Italia. Nel 2026, la regione ha raggiunto un risultato significativo con 36,2 chilogrammi per abitante di imballaggi in vetro raccolti, superando la media del Sud Italia che si attesta a 33,6 kg/ab.
Questo traguardo non solo riflette l’impegno dei cittadini e delle amministrazioni locali, ma ha anche un impatto concreto sull’economia circolare e sull’ambiente, generando risorse economiche e opportunità industriali.
I benefici economici per i Comuni pugliesi
Grazie alla qualità e alla quantità del materiale raccolto, CoReVe il Consorzio Recupero Vetro, ha riconosciuto ai Comuni pugliesi e ai gestori delegati oltre 8,4 milioni di euro nel 2026. Questo importo rappresenta circa il 5,8% dei 145,9 milioni di euro complessivamente erogati dal Consorzio a livello nazionale.
Queste risorse sono fondamentali per sostenere i servizi di raccolta differenziata e migliorare l’efficienza del sistema locale di gestione dei rifiuti. Inoltre, il flusso di denaro contribuisce a rafforzare l’economia locale, creando un circolo virtuoso che beneficia l’intera comunità.
L’industria del vetro in Puglia: stabilimenti e impianti
Il valore generato dalla raccolta differenziata si traduce anche in attività industriale sul territorio. In Puglia sono attivi tre stabilimenti di produzione di imballaggi in vetroO-I Italy a BariVebad a Gioia del Colle e Vetrerie Meridionali a Castellana Grotte. A questi si aggiungono due impianti di trattamento del rottameCentro Raccolta Vetro a Trani e Mitrangolo Ecologia a Manduria.
A livello nazionale, la filiera del vetro conta 37 vetrerie e 19 impianti di trattamento di cui rispettivamente 6 e 5 nelle regioni del Mezzogiorno. Questo comparto ad alta specializzazione è in grado di generare occupazione qualificata attrarre investimenti e garantire un approvvigionamento costante di materia prima seconda per l’industria manifatturiera.
Il contesto nazionale e i risultati del 2026
La performance pugliese si inserisce in un contesto di crescita dell’intera filiera del riciclo del vetro in Italia. Nel 2026 sono state riciclate 2.155.287 tonnellate di imballaggi in vetro, con un incremento del 2,5% rispetto all’anno precedente. Il tasso di riciclo ha raggiunto l’82,1% superando ampiamente il target europeo del 75% fissato per il 2030.
Anche la raccolta differenziata nazionale continua a crescere, attestandosi a oltre 2,39 milioni di tonnellate. Un dato particolarmente significativo riguarda la qualità del materiale raccolto: il 90% del vetro conferito è stato effettivamente avviato a riciclo, in aumento rispetto all’88,2% del 2026.
Questo risultato è il frutto di un’efficienza strutturale che genera un bilancio ecologico ed economico degno di nota. Sono stati risparmiati 408 milioni di metri cubi di gas preservate 3,9 milioni di tonnellate di materie prime ed evitate 2,4 milioni di tonnellate di CO₂ pari alla capacità di assorbimento di una foresta grande oltre tre quarti della Valle d’Aosta.
A questo bilancio verde si aggiunge un risparmio complessivo di 479 milioni di euro di mancati costi di smaltimento in discarica.
Le differenze territoriali
Nonostante questi risultati, restano evidenti le differenze territoriali. Mentre il Nord si attesta su 46,7 kg per abitante il Centro si ferma a 38,0 kg/ab e il Sud a 33,6 kg/ab. In questo scenario, la Valle d’Aosta si posiziona in cima al podio con 62,7 kg/ab mentre la Sicilia registra il valore più basso con 28,6 kg per abitante.
“Il 2026 è stato un anno di consolidamento e rafforzamento per il sistema del riciclo del vetro in Italia”, dichiara Gianni Scotti Presidente di CoReVe. “Nonostante un contesto economico complesso, caratterizzato da consumi deboli e da una forte volatilità dei mercati delle materie prime seconde, la filiera ha confermato la propria capacità di generare valore ambientale, industriale ed economico per il Paese.”
Scotti sottolinea che i risultati ottenuti dimostrano concretamente come la raccolta differenziata del vetro sia oggi una leva di sviluppo per i territori. “Le risorse riconosciute ai Comuni sostengono i servizi locali, mentre il vetro raccolto alimenta una filiera industriale che crea occupazione, investimenti e materia prima per il sistema produttivo nazionale. Per questo continuiamo a investire sulla qualità della raccolta: più il vetro è pulito e correttamente conferito, maggiore è il valore che può essere restituito ai territori e all’economia circolare italiana.”



