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Teschio nel parco Maugeri: la scientifica al lavoro nel quartiere Libertà

Segnalazione al parco Maugeri porta al ritrovamento di resti umani; le autorità hanno chiuso l'area e avviato approfondimenti

Teschio nel parco Maugeri: la scientifica al lavoro nel quartiere Libertà

Nel pomeriggio del 20 maggio 2026 alcuni cittadini hanno notato un elemento insolito tra la vegetazione del parco Maugeri, nel quartiere Libertà di Bari, e hanno dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti la Polizia locale, le pattuglie della Volanti della Questura e gli specialisti della polizia scientifica, che hanno provveduto a delimitare l’area per consentire i rilievi. Il reperto ritrovato è risultato essere un teschio umano, rinvenuto in un vaso nascosto tra i cespugli: si tratta quindi di un rinvenimento che richiede procedure investigative e forensi puntuali per chiarire natura e provenienza dei resti.

Il primo intervento ha previsto la chiusura temporanea del parco al pubblico e la presenza sul posto del medico legale, chiamato a effettuare una valutazione preliminare. Secondo le prime informazioni, i resti, pur datati, sembrerebbero riconducibili ai resti di una persona anziana; gli esperti hanno quindi disposto il trasferimento degli elementi all’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari per esami più approfonditi, tra cui le analisi del DNA e la datazione. Gli inquirenti non escludono alcuna pista e mantengono aperte più ipotesi investigative.

Primo intervento e procedure sul luogo

All’arrivo delle forze dell’ordine la zona è stata subito messa in sicurezza: gli agenti hanno delimitato il perimetro per preservare eventuali tracce e consentire alle unità tecniche di compiere rilievi fotografici, rilievi fotogrammetrici e il recupero accurato dei reperti. La presenza della polizia scientifica è risultata necessaria per eseguire la catalogazione dei materiali e per stabilire un protocollo di conservazione idoneo prima del trasporto. In questi passaggi si applicano procedure standard per i reperti ossei, con attenzione alla catena di custodia e alla prevenzione di contaminazioni che potrebbero compromettere le analisi successive.

Il ruolo del medico legale e gli accertamenti iniziali

Il medico legale ha svolto una valutazione sul posto per stabilire se i resti presentassero segni di violenza o altri elementi utili a ricostruire la dinamica del ritrovamento; la prima impressione è stata che si tratti di ossa datate, senza elementi evidenti di trauma recente. Tuttavia, solo l’esame autoptico e gli accertamenti specialistici, come l’analisi del tessuto residuo (se presente) e il confronto del DNA, potranno confermare sesso, età e cause della morte. Dopo la valutazione, i reperti sono stati trasferiti al Policlinico per esami più approfonditi.

Ipotesi investigative e sviluppi possibili

Tra le piste al vaglio degli investigatori ci sono l’ipotesi di un decesso avvenuto in circostanze naturali cui i resti sono rimasti esposti, e l’ipotesi di un occultamento volontario. Non viene esclusa neppure la possibilità che i resti siano stati trafugati da un cimitero o da una collezione privata: in questi casi gli accertamenti sul DNA e l’analisi comparativa con banche dati possono offrire elementi utili. Gli inquirenti stanno inoltre verificando segnalazioni di residenti e passanti per ricostruire l’eventuale arco temporale dell’abbandono o della collocazione del reperto.

Prossime tappe e tempistiche delle verifiche

Le autorità hanno già predisposto l’invio dei campioni all’istituto forense per le analisi di laboratorio: esami di laboratorio, datazione e comparazione di DNA possono richiedere tempi variabili, ma rappresentano passaggi chiave per identificare la persona e stabilire eventuali responsabilità. Solo dopo l’esito degli accertamenti si potrà definire se aprire un fascicolo per reato specifico o chiudere la vicenda in via amministrativa. Nel frattempo, il parco è rimasto in parte delimitato e la comunità locale è stata informata dagli agenti presenti.

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