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Cultura non è neutrale: il caso del libro di Italo Bocchino a Barletta

La cultura è un campo di battaglia ideologica. Scopri come il dibattito a Barletta rivela le tensioni tra diverse visioni di società e il ruolo degli spazi culturali.

Cultura non è neutrale: il caso del libro di Italo Bocchino a Barletta

La cultura non è un semplice ornamento della società, ma un campo di battaglia ideologica dove si decidono i valori e le priorità di una comunità. Questo concetto è emerso chiaramente nel dibattito recente a Barletta, dove la presentazione di un libro ha acceso una discussione più ampia sul ruolo della cultura nella società.

La cultura non è neutrale. Non è un lusso per pochi, ma un diritto per tutti. Ogni scelta culturale riflette una visione del mondo e contribuisce a costruire la società in cui viviamo. Questo principio è stato al centro dell’attività dell’Arci per oltre vent’anni, attraverso iniziative che vanno dalle rassegne cinematografiche ai concerti di musica popolare, dalle biblioteche di quartiere ai dibattiti sul lavoro.

La cultura come strumento di emancipazione

La cultura può essere vista come uno strumento di emancipazione e inclusione, capace di criticare le disuguaglianze e promuovere la trasformazione sociale. Questa visione è stata storicamente associata alla tradizione progressista e alla sinistra. L’Arci, ad esempio, nasce da una tradizione popolare e democratica che considera la cultura un bene comune da costruire insieme, non una merce da consumare.

Tuttavia, esiste anche una concezione della cultura come patrimonio esclusivo da conservare, legata a identità nazionali chiuse e tradizioni sovraniste. Questa visione è spesso associata al pensiero conservatore. La differenza tra queste due concezioni non sta nel fatto che una sia politica e l’altra no, ma nel tipo di società che ciascuna promuove.

Il caso di Barletta e la presentazione del libro di Italo Bocchino

Il dibattito a Barletta è nato attorno alla presentazione del libro di Italo Bocchino su Giorgia Meloni, organizzata in uno spazio culturale gestito dall’Arci. La questione non è la libertà di espressione dell’autore, ma il significato culturale e politico di ospitare un evento che promuove una specifica visione politica in uno spazio che ha una storia e una missione precise.

L’Arci Circolo ‘Carlo Cafiero’ A.P.S. ha sottolineato che uno spazio culturale non è una semplice sala conferenze neutrale, ma una comunità che nasce da valori dichiarati come l’antifascismo, la solidarietà e la promozione dei diritti. Ogni scelta culturale comunica un messaggio e contribuisce a definire un’identità. Per questo, la cultura non è mai neutrale.

La risposta dell’assessore alla cultura

L’assessore alla cultura di Barletta ha virato verso la promozione di grandi eventi, relegando la gratuità culturale al lavoro volontario degli operatori locali. Questa scelta riflette una visione diversa del ruolo della cultura nella società. La domanda che si pone è: quale funzione vogliamo attribuire agli spazi culturali costruiti in decenni di impegno associativo e democratico?

Francesco De Martino, dell’Arci Circolo ‘Carlo Cafiero’ A.P.S., ha chiesto all’assessore alla cultura di Barletta: “Dal punto di vista culturale, esattamente, dove vuole andare questa città?” Questa domanda riflette la preoccupazione che la cultura possa essere strumentalizzata per promuovere una specifica visione politica, piuttosto che essere un bene comune per tutti.

La cultura come egemonia culturale

Il filosofo Antonio Gramsci aveva compreso che il potere non si esercita solo attraverso le leggi o l’economia, ma anche attraverso l’egemonia culturale. La capacità di far apparire naturali certe idee e certi valori è un aspetto fondamentale del potere. Chi costruisce cultura contribuisce sempre, in qualche misura, a costruire la società.

Per questo, la cultura non appartiene a una sola parte politica. Appartiene a tutti, ma non tutte le idee e le forme di cultura sono uguali. La sfida è costruire spazi culturali capaci di produrre senso, partecipazione e coscienza critica, a partire da una chiara idea di società. Una cultura che sa da dove viene e sa dove vuole andare.

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