21 Giugno 2026 ☀ 25°

Recupero liste d’attesa Puglia: dati aggiornati a 19 settimane dall’avvio

La Regione Puglia ha fatto il punto sul recupero delle liste d'attesa: 213.281 contatti, 121.372 prestazioni anticipate e dati interessanti su rifiuti e appropriatezza prescrittiva.

Recupero liste d’attesa Puglia: dati aggiornati a 19 settimane dall’avvio

La regione puglia ha raggiunto un traguardo significativo nel recupero delle liste d’attesa sanitarie. A 19 settimane dall’avvio delle attività, sono state contattate 213.281 personedi cui 195.213 per visite ed esami e 18.068 per ricoveri ospedalieri. Questo imponente sforzo organizzativo ha portato all’anticipazione di 121.372 prestazioniun risultato che testimonia l’impegno del servizio sanitario regionale nel migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari.

Dati e statistiche sul recupero delle prestazioni

Il piano di recupero ha visto un numero consistente di rifiuti, pari a 52.934. La maggior parte di questi rifiuti riguarda prestazioni specialistiche. In particolare, il 63% (23.668 casi) è dovuto alla conferma di appuntamenti già esistenti, il 22% (8.412 casi) riguarda pazienti che hanno già eseguito la prestazione, mentre il 14% (5.118 casi) riguarda prestazioni non più necessarie.

Nel dettaglio, sono state anticipate ed erogate 105.751 prestazioni di specialistica ambulatoriale. Tra queste, le prestazioni U-urgenti (3.287) hanno registrato un anticipo medio di 144 giornimentre le prestazioni B-Brevi (53.610) sono state anticipate in media di 133 giorni. Le prestazioni D-differibili (27.330) hanno visto un anticipo di 90 giornie quelle P-programmabili (15.904) di 88 giorni.

Le prestazioni con il maggiore anticipo

Tra le prestazioni che hanno registrato il maggiore anticipo temporale, spiccano la neuropsichiatria infantile e l’oculistica. Inoltre, la prima visita cardiologica ha visto quasi 6.000 visite recuperate rispetto alle date inizialmente previste. Il piano di recupero ha incluso anche 5.620 prestazioni prive di codice di priorità, ma collegate alla stadiazione e al follow-up di malattie neoplastiche o al completamento di percorsi diagnostico-terapeutici per patologie croniche.

Appropriatezza prescrittiva e flessione delle prescrizioni

Il monitoraggio regionale ha evidenziato un’avanzamento significativo delle prestazioni prescritte nel 2026che rappresentano ormai circa il 52% degli esami e delle visite erogate, per un totale di 54.610 prestazioni. L’attività riguarda in via prioritaria i codici U e Bche ammontano al 58% del totale delle prestazioni erogate, ma interessa anche i codici D e P.

Una prestazione su 5 tra quelle del 2026 anticipate riguarda la diagnostica per immaginitra radiografie, ecografie, TC e RMN. Il 38% è invece relativo a prime visite specialistiche, confermando il peso di questo segmento nel lavoro di recupero. Parallelamente, proseguono i controlli sull’appropriatezza prescrittiva. Dalle verifiche emerge che, per il 34% delle prescrizioni con codice di urgenza oggetto di recupero, non risultano indicazioni cliniche previste dalle linee guida nazionali.

Nel periodo compreso tra gennaio e il 14 giugnoil monitoraggio registra una flessione del 5% del volume complessivo delle prescrizioni. La quota di prescrizioni con codice U prive di indicazioni cliniche secondo le linee guida di appropriatezza si attesta al 26% a livello regionale, con il valore più basso a Lecce (19%) e quello più alto a Bari (28%).

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