22 Giugno 2026 ☀ 26°

Contrabbando di gasolio agricolo scoperto tra Cerignola e San Ferdinando di Puglia

Un’operazione della Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Foggia ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari e al sequestro preventivo di beni per oltre un milione di euro. Le indagini, concentrate tra Cerignola e San Ferdinando di Puglia, hanno smantellato un meccanismo che reimmetteva oltre due milioni di litri di gasolio agricolo sul mercato dell’autotrazione, grazie alla complicità di un’azienda florovivaistica.

Contrabbando di gasolio agricolo scoperto tra Cerignola e San Ferdinando di Puglia

La mattina del 22 giugno 2026 la Guardia di Finanza del Comando provinciale di Foggia ha eseguito una serie di provvedimenti disposti dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia. L’operazione, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Foggia ha colpito un’organizzazione ritenuta responsabile di un vasto traffico di gasolio agricolo destinato all’autotrazione in violazione delle norme sulle accise.

L’intervento si è tradotto in cinque misure cautelari personali: un arresto domiciliaretre obblighi di dimora nel comune di residenza e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Contestualmente è stato disposto un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo superiore a un milione di euro.

Base operativa tra Cerignola e San Ferdinando di Puglia e distributore abusivo

Le indagini hanno ricostruito un sodalizio con radici operative nei territori di Cerignola e di San Ferdinando di Puglia. Al centro del sistema c’era un distributore di carburante rudimentale e completamente abusivo non registrato presso il fisco e privo dei requisiti di sicurezza previsti per gli impianti di rifornimento. Attraverso questo punto di approvvigionamento clandestino l’organizzazione reimmetteva sul mercato dell’autotrazione il gasolio agricolo che dovrebbe essere destinato esclusivamente ad usi agricoli con aliquote d’accisa agevolate.

Il ruolo dell’azienda florovivaistica

Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, la rete criminale si è avvalsa della complicità di un’azienda florovivaistica che disponeva di una consistente assegnazione di gasolio a uso agricolo. Quella fornitura agevolata ha costituito una corsia privilegiata per il prelievo dei quantitativi destinati poi al mercato irregolare. Il meccanismo ha consentito al gruppo di aggirare i vincoli fiscali sui carburanti, sottraendo all’accertamento e al pagamento dell’accisa partite rilevanti di prodotto.

Dimensioni del traffico e impatto economico

Il giro d’affari ricostruito durante le indagini supera la soglia dei due milioni di litri di gasolio agricolo illegalmente reimmesso nell’autotrazione. L’evasione dell’accisa derivante da questi prelievi è stata quantificata in oltre un milione di euro cifra che corrisponde al valore del sequestro preventivo eseguito dai militari a garanzia delle procedure giudiziarie.

Le stime adottate dagli inquirenti evidenziano come la diffusione di canali paralleli per la vendita di carburante a prezzi stracciati abbia effetti multipli: non solo una perdita immediata di gettito per l’Erario, ma anche un danno concreto agli operatori concordi e rispettosi delle regole fiscali, oltre a potenziali rischi per la sicurezza dei veicoli e dei consumatori legati all’utilizzo di impianti non conformi.

Dichiarazioni ufficiali e rilievo dell’operazione

Le Fiamme Gialle hanno sottolineato il valore dell’azione svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria: il contrasto alle frodi sulle accise è ritenuto prioritario per interrompere i canali che speculano sul prezzo del carburante in un momento di tensione economica. In particolare, le autorità hanno richiamato l’attenzione sul fatto che “tali condotte illecite non solo sottraggono ingenti risorse all’Erario; offrendo carburante a prezzi stracciati” e alterano la concorrenza nel settore.

Il quadro probatorio raccolto fino a questo momento ha permesso l’adozione delle misure cautelari personali e reali disposte dal Tribunale di Foggia, mentre le indagini proseguono per individuare eventuali ulteriori responsabilità e la completa rete di approvvigionamento e vendita. Gli elementi accertati sono stati posti a fondamento delle azioni giudiziarie e amministrative intraprese per interrompere il flusso illecito di prodotti energetici e recuperare il valore corrispondente dell’imposta non versata.

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