2 Ottobre 2026 ☀ 24°

Indagine europea su fondi pesca: sequestro da 290.000 euro a Taranto

Sequestro di denaro e beni per oltre 290.000 euro a Taranto: indagine coordinata dalla Procura Europea sui finanziamenti del settore pesca

Indagine europea su fondi pesca: sequestro da 290.000 euro a Taranto

A Taranto è stato eseguito un provvedimento di sequestro preventivo che ha interessato somme di denaro e beni mobili per un valore complessivo di oltre 290.000 euro. L’operazione è stata portata avanti dalla Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza locale in esecuzione di un decreto emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura Europea – Ufficio di Bari. I destinatari del provvedimento sono una società con sede nel capoluogo ionico e il suo rappresentante legale, nei confronti dei quali è formulata, in sede investigativa, l’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Lo sviluppo delle indagini

L’attività che ha portato al sequestro è il risultato di complesse verifiche di natura economico-patrimoniale, coordinate dal Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari e sviluppate dai finanzieri del Reparto Navale di Taranto. Le indagini hanno ricostruito flussi finanziari, documentazione amministrativa e passaggi contabili necessari per valutare la legittimità dei contributi percepiti. I militari hanno concentrato l’attenzione su elementi che, secondo l’accusa, potrebbero dimostrare un meccanismo volto a ottenere indebitamente fondi pubblici, con particolare riferimento alle risorse connesse al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

Coordinamento e reparti coinvolti

Il coordinamento tra le sedi di Bari e Taranto ha permesso di integrare attività tecniche e investigative: dal controllo dei registri contabili all’analisi dei documenti amministrativi fino ai riscontri patrimoniali sui beni aziendali. La sinergia tra il Reparto Operativo Aeronavale e la Sezione Operativa Navale di Taranto ha reso possibile la richiesta e l’esecuzione del provvedimento cautelare, che ha colpito contemporaneamente sia le disponibilità liquide sia alcuni beni mobili riconducibili alla società indagata.

Le contestazioni mosse

Al centro dell’accusa vi sarebbero dichiarazioni e pratiche amministrative ritenute non veritiere: l’ipotesi è che siano stati prodotti documenti falsificati per attestare l’avvio e la piena operatività di un’attività dedicata alla trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura entro termini temporali previsti dalla normativa. In questo modo, sempre secondo gli inquirenti, si sarebbe cercato di soddisfare i requisiti necessari per ottenere i finanziamenti comunitari del settore, benché l’effettiva realizzazione dell’attività fosse anteriore o diversa rispetto a quanto dichiarato.

Documenti, tempi e requisiti contestati

Le verifiche si sono concentrate sulle date e sulle attestazioni amministrative: l’ipotesi accusatoria indica che la documentazione avrebbe dovuto dimostrare il rispetto di specifici requisiti temporali per l’accesso ai contributi del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca. Gli investigatori hanno ricostruito la sequenza delle pratiche presentate e il presunto scostamento tra quanto dichiarato e lo stato effettivo dell’attività economica, elemento centrale per la configurazione dell’eventuale truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Effetti, garanzie e prossime fasi

Il sequestro preventivo è una misura cautelare adottata in una fase istruttoria e ha lo scopo di conservare disponibilità patrimoniali in vista dell’accertamento giudiziario. È importante sottolineare che nei confronti dei soggetti coinvolti vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva e che il provvedimento non equivale a una condanna. Le risultanze investigative saranno ora acquisite dall’autorità giudiziaria che valuterà gli elementi raccolti e deciderà sui passi successivi, tra cui eventuali richieste di rinvio a giudizio o provvedimenti difensivi da parte degli indagati.

In chiusura, la Guardia di Finanza ha evidenziato che l’operazione rientra nella più ampia attività di tutela del bilancio pubblico e della legalità amministrativa, con particolare attenzione alla corretta gestione dei fondi comunitari destinati al settore marittimo e della pesca.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Bari adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 2 Ottobre