Quante volte vi è capitato di chiudere la porta di casa e, dopo pochi passi, rendervi conto di aver dimenticato qualcosa? È un’esperienza comune a molti, ma sapete quale oggetto viene dimenticato più spesso?
Uno studio condotto su 2.000 adulti negli Stati Uniti ha rivelato che lo smartphone è l’oggetto più dimenticato quando si esce di casa, seguito da chiavi e portafoglio. Scopriamo insieme i dettagli di questa ricerca e perché questi oggetti finiscono così spesso nella lista dei dimenticati.
La classifica degli oggetti più dimenticati
Secondo il sondaggio, le persone tornano indietro in media quattro volte al mese per recuperare qualcosa che hanno dimenticato. Al primo posto della classifica degli oggetti più dimenticati c’è lo smartphone indicato dal 31% degli intervistati.
Al secondo posto troviamo le chiavi con il 27% mentre al terzo posto ci sono portafoglio e documenti con il 23%. Più indietro nella classifica ci sono oggetti come occhialicuffie e borracce.
Questi dati rivelano che sono proprio gli oggetti che fanno parte della nostra quotidianità a creare più problemi quando usciamo di casa. Ma perché lo smartphone è l’oggetto che ci fa tornare indietro più spesso?
Perché lo smartphone è l’oggetto più dimenticato
La risposta è abbastanza intuitiva. Lo smartphone è diventato uno strumento indispensabile per molte attività: comunicare, lavorare, utilizzare mappe e navigazione, effettuare pagamenti, controllare appuntamenti e accedere a servizi online.
Dimenticarlo significa rinunciare a una parte importante della propria giornata. Le chiavi d’altra parte, hanno una funzione altrettanto evidente: senza di loro, soprattutto quando si deve rientrare in casa o utilizzare un’automobile, la dimenticanza può trasformarsi rapidamente in un problema.
Il portafoglio e i documenti completano invece il terzetto degli oggetti considerati più indispensabili. Ma c’è un altro oggetto che finisce spesso nella lista dei dimenticati.
L’oggetto dimenticato che sorprende
La classifica può cambiare quando non si considera soltanto ciò che costringe a tornare a casa, ma più in generale gli oggetti persi o dimenticati fuori casa. Una ricerca condotta nel 2026 da Cross Marketing su 1.100 persone tra i 20 e i 69 anni ha rilevato che, tra gli oggetti dimenticati o persi nell’ultimo anno, ombrello e parasole sono risultati al primo posto.
Il dato è particolarmente curioso perché si tratta di un oggetto che non viene utilizzato ogni giorno e che spesso viene preso soltanto quando le condizioni meteorologiche lo richiedono. Proprio per questo può essere più facile dimenticarlo.
Quante volte capita di tornare indietro?
Secondo il sondaggio, il ritorno a casa per recuperare qualcosa dimenticato avviene mediamente quattro volte al mese tra gli intervistati. E non sempre la distanza determina la scelta.
La ricerca evidenzia infatti che solo una parte degli intervistati sarebbe disposta a tornare indietro anche dopo essersi allontanata di una strada, mentre il 14% dichiara che non tornerebbe indietro indipendentemente dall’oggetto dimenticato.
La decisione, quindi, dipende anche da quanto quell’oggetto viene percepito come indispensabile.
Perché dimentichiamo proprio le cose che ci servono?
La dimenticanza non è necessariamente legata alla distrazione in senso stretto. Molto spesso gli oggetti che vengono lasciati indietro sono quelli che non fanno parte della routine immediata.
Telefono, chiavi e portafoglio vengono generalmente controllati automaticamente prima di uscire; altri oggetti, invece, entrano nella lista soltanto quando diventano necessari. È il motivo per cui un ombrello può rimanere accanto alla porta per giorni e una borraccia può restare sul tavolo della cucina proprio nel giorno in cui servirebbe.
La fretta può poi aumentare ulteriormente il rischio di dimenticare qualcosa.
Il piccolo rituale che può evitare il dietrofront
Una soluzione semplice consiste nel trasformare l’uscita di casa in una breve checklist mentale.
Telefono, chiavi, portafoglio e ciò che serve per quella specifica giornata. A questi possono aggiungersi gli oggetti legati alle condizioni del momento: l’ombrello se il cielo è incerto, gli occhiali da sole in una giornata estiva, una borraccia se si prevede di stare fuori a lungo.
Bastano pochi secondi per evitare il classico momento in cui, dopo aver chiuso la porta, arriva la domanda che tutti prima o poi si sono fatti: “Cosa ho dimenticato?” E la prossima volta potrebbe non essere il telefono.



