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Regole per gli affitti brevi in Puglia: i punti chiave della norma

Il Consiglio regionale pugliese ha approvato con 29 voti una legge che interessa 39 comuni e i capoluoghi, consentendo ai Comuni di regolamentare le locazioni turistiche per tutelare la residenzialità.

Regole per gli affitti brevi in Puglia: i punti chiave della norma

Il Consiglio regionale pugliese ha approvato a maggioranza una legge volta a disciplinare le locazioni turistiche nelle aree a maggiore pressione turistica: il provvedimento ha ottenuto 29 voti favorevoli e riguarda 39 comuni ad alta densità turistica oltre ai capoluoghi di provincia della Puglia. La norma affida ai sindaci la possibilità di individuare, tramite regolamenti comunali, zone nelle quali introdurre criteri e limiti per l’avvio di nuove attività legate agli affitti brevi, tenendo conto della popolazione residente, della disponibilità di abitazioni e delle caratteristiche del territorio. Questo approccio punta a coniugare lo sviluppo turistico con la tutela della vita comunitaria nei centri storici e nelle località costiere.

Strumenti amministrativi e disciplina transitoria

La legge uniforma le procedure amministrative prevedendo la SCIA per le attività esercitate in forma imprenditoriale e la comunicazione di inizio attività (CIA) per quelle non imprenditoriali, rafforzando così la tracciabilità e i controlli. È prevista inoltre una disciplina transitoria che riguarda le attività già esistenti, in modo da garantire una fase di adeguamento degli operatori. Il testo riconosce il ruolo dei regolamenti comunali nel definire limiti proporzionati: non si tratta di un divieto generalizzato ma di uno strumento per adattare le regole alla specificità dei singoli territori, secondo criteri che prendono in esame densità di popolazione e disponibilità di alloggi.

Dichiarazioni dei rappresentanti e visioni politiche

Più interventi in Aula hanno sottolineato la filosofia della norma. Stefano Minerva, capogruppo del Partito Democratico, ha ricordato che “il turismo è stato uno straordinario motore di crescita per la Puglia” e ha spiegato che la politica deve governare lo sviluppo per tenere insieme opportunità economiche e diritti delle persone: “con questa legge non imponiamo divieti ma diamo ai Comuni gli strumenti per pianificare e tutelare la residenzialità e preservare l’identità dei nostri territori“. Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Maria La Ghezza, ha messo in evidenza come la norma offra “ai Comuni interessati da significativi flussi turistici l’opportunità di governare queste trasformazioni“, valorizzando le specificità locali e il confronto con le comunità.

Argomentazioni a difesa della norma

Più consiglieri del centro-sinistra hanno richiamato la necessità di tutelare chi vive i centri storici: Domenico De Santis ha definito “questa è una legge giusta” e ha sottolineato che “Il turismo è una risorsa preziosa per la nostra Regione ma il sistema di accoglienza delle locazioni turistiche extralberghiere deve essere regolamentato” per evitare una pressione eccessiva che rischia di desertificare i borghi. In aula è stata ribadita l’idea che la conservazione dell’identità dei luoghi e la qualità della vita dei residenti sono elementi da salvaguardare insieme allo sviluppo economico legato al turismo.

Critiche dall’opposizione e preoccupazioni sulla proprietà

L’approvazione non è stata esente da contestazioni: il gruppo di Fratelli d’Italia ha definito la legge come una misura che, a loro avviso, “calpesta i princìpi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale” citando la tutela della proprietà privata e della libertà d’iniziativa economica. Il consigliere di Forza Italia Marcello Lanotte ha parlato invece di una norma ispirata a pratiche autoritarie, affermando che “questa è una legge di ispirazione sovietica: con il pretesto di affrontare l’emergenza abitativa si punisce la proprietà privata”. Queste critiche mettono in luce la tensione tra intervento pubblico per regolare gli effetti del mercato e la difesa dei diritti di chi possiede immobili.

Ruolo della Regione e applicazione locale

Nel dibattito è emersa anche la necessità di accompagnare le amministrazioni comunali nell’applicazione della norma: i sostenitori hanno chiesto che la Regione metta a disposizione dati, competenze e assistenza tecnica per la predisposizione dei regolamenti, coinvolgendo residenti, operatori e associazioni di categoria. È stato ribadito che l’obiettivo è evitare scontri tra chi vive di turismo e chi cerca una casa, promuovendo strumenti come la destagionalizzazione e politiche abitative complementari. Il passaggio legislativo lascia ora ai sindaci la responsabilità di tradurre in pratica questi indirizzi, modulando limiti e criteri in base alle esigenze locali.

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