Nel cuore di Andria, la notte di martedì 20 ottobre è stata teatro di un episodio che ha coinvolto sia la criminalità organizzata che le forze dell’ordine. Intorno all’una, una squadra di malviventi si è avvicinata a una nota gioielleria situata in via Regina Margherita armata di una tecnica poco comune: la fiamma ossidrica. Il risultato è stato un rapido e preciso foro nella serranda di ingresso, che ha consentito ai ladri di accedere al locale senza dover forzare porte blindate.
Il gesto ha subito attirato l’attenzione dei residenti e dei commercianti del centro, i quali hanno avvertito la polizia non appena hanno notato la luce rossa del taglio a caldo provenire dall’esterno del negozio. Sul posto, i Carabinieri hanno avviato le prime indagini, raccogliendo testimonianze e istantanee dalle telecamere di videosorveglianza dislocate lungo la via.
Dettagli del furto in via Regina Margherita
Secondo le ricostruzioni preliminari, la squadra di ladri ha impiegato circa cinque minuti per praticare il buco nella serranda, usando una torcia a ossigeno e acetilene. Una volta dentro, l’azione si è concentrata sui vetrini dell’ingresso, dove sono stati prelevati alcuni gioielli di pregio esposti al pubblico. Le casseforti interne, più protette, sono rimaste intatte, suggerendo che i colpevoli fossero intenzionati a compiere un colpo rapido e mirato.
Procedura di ingresso tramite fiamma ossidrica
L’uso della fiamma ossidrica per forzare una serranda è una tattica che richiede una certa preparazione tecnica. La combinazione di ossigeno e acetilene permette di ottenere temperature superiori a 3000 °C, sufficienti a far fondere l’acciaio in pochi secondi. Tale metodo è raro nelle rapine urbane, ma la sua efficacia è dimostrata in questo caso, dove la serranda è stata tagliata senza far scattare gli allarmi di apertura tradizionali.
Al momento, il valore esatto dei pezzi sottratti non è stato ancora accertato. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere per identificare i volti dei responsabili e risalire a eventuali veicoli di fuga. La zona è stata temporaneamente monitorata con posti di blocco, mentre i negozi limitrofi hanno aumentato la vigilanza.
Altri tentativi nella zona: il caso corso Cavour e l’Opera Salesiana
Il furto di via Regina Margherita arriva poco dopo un altro episodio sospetto verificatosi nei giorni scorsi nella zona di corso Cavour. In quella circostanza, alcuni individui si sarebbero introdotti all’interno dell’Opera Salesiana sfruttando i bagni per avvicinarsi al muro che separa la struttura dalla gioielleria vicina. Lì avrebbero avviato la demolizione di una parete con l’obiettivo di penetrare nei locali commerciali.
L’operazione, tuttavia, è stata interrotta, probabilmente a causa delle difficoltà tecniche incontrate nel superare l’architettura muraria dell’edificio, che in passato era collegato a un negozio di abbigliamento ora separato. L’Opera Salesiana ha sporto denuncia formale presso i Carabinieri chiedendo un’indagine approfondita su questo tentativo di scasso.
Le autorità stanno valutando se vi sia un legame tra i due fatti, considerando la vicinanza geografica e la somiglianza delle metodologie impiegate. Nel frattempo, il clima di allerta rimane alto tra i commercianti del centro, che richiedono misure di sicurezza più stringenti e la potenziata presenza di forze dell’ordine.
Gli investigatori continuano a raccogliere prove, con l’obiettivo di riportare in tribunale i responsabili e di fornire al territorio una risposta concreta contro questa crescente minaccia.



