Questa mattina le forze dell’ordine hanno concluso una complessa azione congiunta, diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari. L’operazione ha coinvolto i Carabinieri del comando provinciale, le questure di Bari e BAT, la Sisco di Bari e il Commissariato di Canosa, culminando in quattro arresti legati a due omicidi di mafia avvenuti nel 2021.
Gli individui catturati sono sospettati di aver partecipato, in vario grado, all’omicidio di Sabino Selvarolo, scomparso a Canosa di Puglia, e a quello di Ivan Lopez, ucciso a Bari. Le accuse spaziano dall’omicidio al occultamento di cadavere, fino al porto illegale di arma da fuoco, con aggravanti di premeditazione e metodo mafioso.
Arresti collegati all’omicidio di Sabino Selvarolo a Canosa
Il nucleo principale della rete pressione su Selvarolo è costituito da Sabino Carbone, 46 anni, già detenuto, e da Claudio Pellegrino. Entrambi hanno ricevuto un provvedimento di custodia cautelare dal Tribunale di Bari su richiesta della DDA, poi attuato dalla Polizia. Le indagini indicano che Selvarolo chiedeva una somma di denaro a Carbone, minacciando di denunciare i suoi affari illeciti pregressi. Quando la richiesta non è stata accolta, è stato ordinato l’omicidio, con Carbone individuato come mandante e Pellegrino come esecutore materiale.
Motivo economico e minaccia di rivelazione
Le ricostruzioni giudiziarie mostrano che il movente era puramente economico: Selvarolo pretendereva una quota di denaro da un ex compagno, temendo che la divulgazione delle proprie attività criminali potesse attirare l’attenzione delle forze dell’ordine. La dinamica suggerisce un tipico caso di lupara bianca, dove il corpo viene occultato per evitare qualsiasi tracciamento. Carbone e Pellegrino ora rispondono per omicidio aggravato e per il nascondimento del cadavere.
Arresti per l’omicidio di Ivan Lopez a Bari
Nel caso di Ivan Lopez, 32 anni, i fermati sono Antonio Manzari, 39 anni, e Francesco Martiradonna, 26, entrambi residenti a Bari. Sono imputati di concorso in omicidio pluriaggravato, con premeditazione, metodo mafioso, oltre a detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Lopez era stato ucciso il 29 settembre 2021, mentre rientrava a casa sul suo monopattino nel quartiere San Girolamo, colpito da nove colpi di pistola.
Rivalità tra clan e interessi criminali
Le indagini indicano un legame concreto tra la vittima e il clan Strisciuglio, attivo nei quartieri San Paolo e San Girolamo. L’omicidio sarebbe stato commissionato per favorire l’associazione mafiosa-camorristica dei gruppi dei Capriati, radicati a Bari Vecchia, e dei Parisi-Palermiti del rione Japigia. Precedenti sentenze hanno già condannato all’ergastolo Davide Lepore, ritenuto l’esecutore materiale, e quattro anni di reclusione Giovanni Didonna, per il furto di veicoli impiegati nell’attacco. Manzari e Martiradonna, assistiti rispettivamente dagli avvocati Francesco Saverio Digilio e Valeria Volpicella, rimangono in carcere in attesa di giudizio.



