29 Maggio 2026 ☀ 21°

Perché l’Estonia aumenta la spesa militare e cosa significa per l’Europa

Lauri Hussar, presidente del Parlamento estone, spiega perché la decisione di alzare la spesa per la difesa è dettata dalla realtà strategica post-invasione russa e quali misure l'Occidente deve adottare per sostenere l'Ucraina e garantire l'accountability della Russia

Perché l’Estonia aumenta la spesa militare e cosa significa per l’Europa

La posizione espressa a Roma da Lauri Hussar, presidente del Riigikogu, porta al centro del dibattito europeo questioni di sicurezza che per i Paesi baltici non sono astratte. Cresciuto nella memoria dell’occupazione sovietica, Hussar rappresenta una generazione politica che interpreta la difesa come elemento essenziale della sovranità. La dichiarazione dell’Estonia di portare la spesa militare al 5,4% del Pil non è simbolica, ma frutto di una valutazione strategica legata alla guerra russa contro l’Ucraina.

Nel suo intervento Hussar articola tre linee di risposta alla minaccia russa: sostegno militare e finanziario a Kyiv, inasprimento delle sanzioni per aumentare il costo dell’aggressione e la creazione di meccanismi giudiziari internazionali per perseguire i crimini di guerra e il crimine di aggressione. Questa triplice direttrice, secondo Hussar, deve sostenere la capacità di deterrenza collettiva e riaffermare il diritto internazionale.

Perché Tallinn ha scelto una spesa così alta

La decisione di aumentare la spesa per la difesa dall’ordine del 2% a oltre il 5% nasce dalla percezione di una minaccia persistente. In termini pratici, questo significa investimenti in difesa aerea, munizionamento, sistemi anti-drone, cyberdifesa e mobilità militare. Per Hussar la domanda prioritaria non è un vincolo di percentuale, ma la definizione delle capacità necessarie per impedire che un’aggressione abbia successo.

La cooperazione alleata sul territorio

L’Estonia ospita forze alleate e partecipa a operazioni congiunte con Regno Unito, Stati Uniti, Francia e altri partner. Hussar menziona la missione italiana di air policing come esempio di come funzioni la NATO sul terreno: la presenza straniera rafforza la deterrenza, ma non esime gli Stati membri dal fare la propria parte con investimenti nazionali.

Minacce ibride e sfide quotidiane

Oltre ai bombardamenti convenzionali, l’attenzione è rivolta alle minacce sotto soglia: droni, incursioni nello spazio aereo, attacchi informatici e campagne di disinformazione. L’Estonia ha sperimentato episodi di intrusione con droni e sta potenziando la capacità di rilevamento con radar e sistemi acustici, oltre a collaborare con l’Ucraina per apprendere le tecniche di difesa contro questa minaccia.

La questione delle accuse reciproche

Hussar respinge con fermezza le narrative che dipingono i Paesi baltici come provocatori verso la Russia: tali affermazioni sono, secondo lui, strumenti di propaganda volti a mascherare la debolezza russa. L’argomentazione è che la Russia perde iniziativa sul campo e che Mosca cerca di spostare l’attenzione accusando gli altri.

Accountability e giustizia internazionale

Un altro asse centrale del discorso di Hussar è la responsabilità. La creazione di un meccanismo per giudicare il crimine di aggressione è considerata fondamentale per il ripristino dello stato di diritto internazionale. L’Estonia ha già ratificato passaggi in questa direzione e vede segnali positivi nell’avanzamento di iniziative a livello europeo e internazionale.

Secondo Hussar, imporre costi più alti alla Russia tramite sanzioni e isolamento politico è parte integrante del percorso verso la giustizia. Questo approccio non è solo punitivo: serve a riaffermare principi che regolano le relazioni tra Stati e a evitare che l’impunità diventi un incentivo per future aggressioni.

Strategia europea e ruolo del sostegno esterno

Con il sostegno economico e militare a Kyiv che continua, Hussar ritiene che l’Europa debba assumere maggiore responsabilità strategica, pur riconoscendo il ruolo decisivo dei partner internazionali. Il riferimento al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina è un esempio di come il sostegno finanziario e logistico sia parte di una risposta ampia e coordinata.

In definitiva, l’appello di Hussar è a una visione che combina deterrenza, solidarietà e giustizia: rafforzare la difesa nazionale e collettiva, sostenere l’Ucraina e perseguire la responsabilità internazionale per impedire che aggressioni simili si ripetano.

Per i Paesi europei la sfida è trasformare la lezione della guerra in capacità concrete: non si tratta solo di percentuali di bilancio, ma di decidere quali strumenti servono per difendere la pace, la democrazia e la sovranità su tutto il continente.

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