29 Maggio 2026 ☀ 24°

Comune di Bari approva la partecipazione nella società veicolo di Acquedotto Pugliese

Il consiglio comunale di Bari ha approvato l'atto costitutivo, lo statuto e il piano economico finanziario della società veicolo che ingloberà le quote di Acquedotto Pugliese detenute dal Comune

Comune di Bari approva la partecipazione nella società veicolo di Acquedotto Pugliese

Il Consiglio comunale di Bari ha dato il via libera alla partecipazione del Comune nella società veicolo che dovrà rappresentare i Comuni nell’azionariato di Acquedotto Pugliese (Aqp). Con il voto è stato formalizzato il conferimento delle azioni spettanti al Comune, pari allo 0,91% del capitale (cioè 73.025 azioni per un valore nominale di 376.809 euro), completando così un percorso iniziato con l’acquisizione delle azioni decisa a fine dicembre 2026.

La delibera cittadina ha sancito l’approvazione dell’Atto Costitutivo, dello Statuto e del piano economico finanziario della nuova entità. Si tratta dell’attuazione di una disposizione approvata nel 2026 dal Consiglio direttivo dell’Autorità idrica pugliese, che prevede l’ingresso dei Comuni nell’azionariato secondo una logica di proporzionalità demografica. Il progetto punta a ricomporre la governance dell’acqua sotto una regia più vicina agli enti locali mantenendo la gestione pubblica del servizio.

Le ragioni politiche e le garanzie annunciate

L’assessore comunale al Patrimonio, Nicola Grasso, ha motivato la scelta ricordando che la nuova configurazione societaria garantirebbe una gestione pubblica dell’acqua fino al 2046 e una progressiva trasformazione della società verso un modello di in house providing. Secondo l’assessore, la partecipazione del Comune è necessaria per assicurare il perseguimento delle funzioni istituzionali legate al servizio idrico integrato e per rafforzare il ruolo degli enti locali nel controllo delle scelte strategiche.

Garanzie normative e consenso istituzionale

Il sindaco Leccese ha spiegato che il percorso politico è stato concertato con il governo nazionale e che la scelta non risponde a logiche di spartizione di posti, ma a quella di mantenere un servizio pubblico integrato. Ha inoltre ricordato che la norma ha ricevuto il placet della UE. Nel testo della delibera sono stati approvati anche tre ordini del giorno che prevedono la possibilità per i consigli comunali di richiedere informazioni su Aqp, di verificare i requisiti tecnico-professionali del Cda e di monitorare la chiusura del ciclo idrico delle acque reflue.

Critiche dall’opposizione e posizioni della maggioranza

Non sono mancati toni critici: il consigliere di centrodestra Fabio Romito ha richiamato la questione del trasferimento d’acqua dal Molise, citando il caso del tubo del Liscione, per rimarcare i problemi strutturali nell’approvvigionamento e polemizzare sulla capacità della politica di scegliere un management adeguato. Dal fronte della maggioranza il consigliere Victor Laforgia ha invece definito la mossa un passaggio fondamentale perché i Comuni diventino protagonisti del controllo del servizio idrico integrato, sottolineando la necessità di trasparenza, contenimento dei costi, investimenti e lotta alla dispersione idrica.

Impegni per il territorio

Tra gli impegni politici evidenziati figura la volontà di fare di Bari un battistrada per gli altri Comuni pugliesi, con iniziative concrete come l’utilizzo delle acque depurate per l’irrigazione dei lotti di Costa Sud e del Parco della Rinascita a Japigia, attività citata come esempi di gestione avanzata della risorsa idrica e della chiusura del ciclo.

La critica della Lega e i dubbi sul processo

I consiglieri della Lega, Giuseppe Carrieri e Livio Sisto, hanno espresso forte perplessità definendo l’operazione frettolosa e affermando che il tema andrebbe trattato con maggiore attenzione. Hanno portato dati che evidenziano criticità: perdite della rete attorno al 45% e un aumento delle tariffe stimato al 5% in un anno, elementi che, a loro avviso, rendono urgente un confronto più ampio prima di trasferire azioni a una società, la cosiddetta Acqua Comune, che al momento non risulta ancora costituita.

Richieste di rinvio e ricorso all’Antitrust

Per Carrieri e Sisto la Regione avrebbe dovuto prevedere la partecipazione diretta dei 257 Comuni pugliesi e non la costituzione ex novo di una società azionista; inoltre, hanno chiesto il differimento della delibera e annunciato l’invio di una nota all’Antitrust per ottenere un parere sull’operazione, ipotizzando profili di illegittimità o conflitti con le norme settoriali.

Questioni aperte e i prossimi passi

Rimangono aperti nodi importanti: la formalizzazione effettiva della società Acqua Comune, la capacità finanziaria dei Comuni di sostenere gli investimenti necessari, e gli strumenti di controllo per garantire trasparenza e performance nella gestione dell’infrastruttura idrica. È probabile che la partita continui a svolgersi su più tavoli istituzionali, con possibili verifiche da autorità esterne e ulteriori passaggi consiliari nei Comuni coinvolti. Nel frattempo Bari ha compiuto il passo formale, confermando la sua quota e aprendo una fase di confronto politico e tecnico sul futuro della governance dell’acqua in Puglia.

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