Il Comune di Bari ha promulgato due nuove ordinanze che ridefiniscono le regole per il conferimento dei rifiuti e la collocazione dei contenitori stradali. Le misure intervengono sia sulle sanzioni per chi abbandona i rifiuti sia sulle modalità operative e estetiche con cui gli esercizi commerciali devono gestire i propri bidoni, con l’obiettivo dichiarato di migliorare il decoro urbano e la qualità ambientale.
Novità sulle sanzioni e sulle conseguenze per chi abbandona rifiuti
La principale novità riguarda l’introduzione di una sanzione amministrativa di 1.000 euro per chi deposita o abbandona rifiuti urbani accanto ai cassonetti o ai contenitori carrellati della raccolta stradale. In caso di utilizzo di un veicolo per commettere l’irregolarità, il provvedimento prevede anche il fermo del mezzo per un mese. Queste misure sostituiscono le precedenti ordinanze comunali emanate dal 1999 al 2026, fatta eccezione per le disposizioni già vigenti sui calendari del porta a porta.
Sanzioni specifiche per utenze non domestiche
Per le utenze non domestiche (UND) la normativa è ancora più stringente: in caso di recidiva, ossia due violazioni nell’arco di un anno, è prevista la sospensione dell’attività per almeno 5 giorni lavorativi quando l’abbandono avviene accanto ai contenitori stradali. Se l’utenza è invece servita dal sistema porta a porta, la sospensione minima scende a 3 giorni. Queste misure intendono far convivere la necessità di tutela del suolo pubblico con l’obbligo di responsabilità delle imprese.
Obblighi per esercizi commerciali e attività con affaccio sulla strada
L’ordinanza stabilisce che una lunga lista di esercizi — dalle attività ricettive ai B&B, dai locali pubblici alle tabaccherie, punti scommesse, cinema e uffici periferici — debba dotarsi di cassonetti, bidoncini per la differenziata e contenitori portacenere. Si tratta di un obbligo pensato per uniformare la gestione dei rifiuti da parte di chi svolge attività con accesso sulla pubblica via e per limitare il fenomeno dell’abbandono incontrollato di rifiuti.
Custodia e collocazione dei contenitori nel porta a porta
Per le attività servite dal porta a porta vige il principio generale della custodia: i contenitori devono essere tenuti all’interno delle pertinenze private. Solo in casi eccezionali, per esercizi con superficie interna inferiore a 110 metri quadrati, sarà possibile posizionare i carrellati sulla pubblica via, ma solo se rispettano dimensioni e condizioni di sicurezza: carrellati in plastica rigida con ruote e coperchio, da 120 a 360 litri per frazione, collocati nel rispetto dell’accessibilità e del paesaggio urbano.
Regole estetiche e tecniche per le schermature dei bidoni
Accanto alle sanzioni, l’altra ordinanza firmata dal Comune disciplina la schermatura obbligatoria dei contenitori per le utenze non domestiche. L’obiettivo è garantire decoro, funzionalità e facilità di manutenzione. Le schermature dovranno essere realizzate con materiali e colori uniformi e collocate in modo da non ostacolare il passaggio pedonale o l’accesso alle persone con disabilità.
Caratteristiche materiali e divieti
Definite in accordo con la Soprintendenza, le strutture di mascheramento dovranno avere colore bianco e essere costruite in legno o in ferro rivestito con doghe in legno, separate da spazi massimi di 5 centimetri. È vietata qualsiasi forma di pubblicità o l’applicazione di adesivi sulle schermature; ammessa invece una indicazione identificativa dell’esercizio in formato ridotto e con cromie uniformi.
Controlli, sanzioni accessorie e durata sperimentale
Le violazioni alle prescrizioni sulle schermature comporteranno sanzioni economiche che vanno da 25 a 500 euro. Inoltre, dopo due infrazioni nell’arco di un anno, è prevista la revoca del titolo autorizzatorio. L’ordinanza relativa alle schermature è stata introdotta a titolo sperimentale e resterà in vigore fino al 1° novembre 2026, salvo proroghe.
Secondo l’assessora comunale all’Ambiente, Elda Perlino, le misure perseguono la duplice finalità di elevare gli standard di raccolta differenziata e di assicurare spazi pubblici più ordinati e decorosi, con attenzione particolare alle aree commerciali e turistiche soggette a maggiore pressione durante i mesi estivi. Per valutare l’efficacia del provvedimento è prevista una fase di monitoraggio e un confronto con le associazioni di categoria e gli operatori economici.
In sintesi, il nuovo assetto normativo combina strumenti repressivi — come le multe e le sospensioni — con prescrizioni tecniche e estetiche volte a migliorare l’ordine urbano. Commercianti e titolari di attività sono chiamati a conformarsi tempestivamente per evitare sanzioni e per contribuire a una gestione più civile e sostenibile dei rifiuti in città.