3 Giugno 2026 ⛈ 20°

Venti denunciati a Taranto per falso nelle domande del Reddito di cittadinanza: oltre 400.000 euro contestati

La Guardia di Finanza di Taranto ha segnalato venti persone per presunta percezione indebita del Reddito di cittadinanza per oltre 400.000 euro, avviando le procedure per il recupero delle somme e il ritorno alla Procura competente

Venti denunciati a Taranto per falso nelle domande del Reddito di cittadinanza: oltre 400.000 euro contestati

Un’operazione della Guardia di Finanza nel territorio ionico ha portato alla segnalazione alla Autorità giudiziaria di venti persone ritenute responsabili, a vario titolo, di aver ottenuto il Reddito di cittadinanza in assenza dei requisiti richiesti. L’attività investigativa si è basata su una prima selezione di posizioni considerate anomale tramite specifici indicatori di rischio, strumenti analitici sviluppati in collaborazione con il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie e con il supporto dell’INPS. Le ipotesi investigative riguardano dichiarazioni false nelle istanze presentate per accedere alla misura di sostegno, con un importo complessivo contestato pari a oltre 400.000 euro.

Metodologia dei controlli e analisi dei rischi

Le verifiche sono state condotte tramite controlli economico-finanziari mirati sul territorio, con l’obiettivo di valutare la regolarità delle domande e la corrispondenza tra quanto dichiarato dai percettori e i requisiti fissati dalla normativa. Il passaggio iniziale ha previsto l’elaborazione di indici di rischio che consentono una selezione efficace delle posizioni da approfondire; si tratta di parametri che incrociano dati reddituali, patrimonio mobiliare e immobiliare e altre informazioni amministrative. Grazie a questo approccio, i finanzieri hanno potuto concentrare le attività investigative su soggetti ritenuti meritevoli di approfondimento, evitando dispersione di risorse e massimizzando l’efficacia della tutela della spesa pubblica.

Strumenti tecnici e cooperazione istituzionale

Per individuare le possibili frodi sono stati impiegati strumenti informatici e banche dati incrociate messi a disposizione dall’INPS e dalle strutture centrali del Corpo. Questa cooperazione istituzionale ha permesso di identificare discrepanze tra documentazione presentata e dati reali, rendendo più agevole ricostruire il percorso che ha portato all’erogazione del beneficio. L’uso combinato di analisi automatizzate e verifiche sul campo ha rappresentato la chiave per trasformare segnali di anomalia in elementi utili per la contestazione formale.

Esiti dell’attività e conseguenze giudiziarie

Al termine degli accertamenti, i militari hanno segnalato i venti soggetti alla competente Autorità giudiziaria: la notifica delle ipotesi di reato è finalizzata sia all’avvio di eventuali procedimenti penali sia all’attivazione delle pratiche amministrative per il recupero delle somme indebitamente percepite. Le cifre contestate ammontano complessivamente a oltre 400.000 euro, importo che le autorità intendono rivendicare attraverso le procedure previste dalla legge. L’azione intrapresa sottolinea la volontà degli organi inquirenti di contrastare l’uso improprio delle misure di assistenza, a tutela della collettività e della corretta destinazione delle risorse pubbliche.

Obiettivi e impatto sulla comunità

L’obiettivo dichiarato della Guardia di Finanza è duplice: da un lato ripristinare la legalità e il corretto impiego delle risorse pubbliche, dall’altro preservare l’equità del sistema di welfare affinché il Reddito di cittadinanza arrivi a chi ne ha effettivamente bisogno. Le autorità sottolineano come l’accesso indebito a strumenti di sostegno provochi distorsioni sul piano sociale, generando disuguaglianze e riducendo la capacità dello Stato di intervenire a favore delle fasce più fragili. Per questo i controlli continueranno, in un quadro di vigilanza costante sul fronte delle frodi ai danni della spesa pubblica.

Prosecuzione dei controlli e prospettive

Il dispositivo di controllo rimane attivo e strutturato per individuare altre potenziali irregolarità; le forze dell’ordine e gli enti coinvolti proseguiranno con verifiche selettive basate sui criteri di rischio affinati nel tempo. Parallelamente, la segnalazione alla Procura apre la fase giudiziaria in cui verranno accertate responsabilità e adottate le decisioni conseguenti. In prospettiva, l’esperienza rafforza la necessità di mantenere un equilibrio tra velocità di erogazione dei sostegni e rigore dei controlli, per preservare tanto la tutela sociale quanto la sostenibilità finanziaria delle misure assistenziali.

Bari adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
PM10 41 · NO₂ 4 µg/m³
ACCADUTO OGGI
1094
Morte di San Nicola Pellegrino, patrono della città di Trani;