Nel poliambulatorio chirurgico del Policlinico di Bari è stata inaugurata una nuova area dedicata alle pazienti seguite dalla chirurgia plastica la cosiddetta “stanza rosa”. Lo spazio, rinnovato grazie alla generosità dell’associazione di ex pazienti oncologiche Noi ci rialziamo sempre ospiterà gli appuntamenti specialistici rivolti alle persone prese in carico dall’unità operativa di chirurgia plastica, con particolare attenzione a chi affronta un percorso di chirurgia ricostruttiva dopo un tumore della mammella.
Organizzazione delle visite e ruolo del chirurgo plastico nella Breast Unit
Al Policlinico di Bari l’approccio alla cura del tumore al seno prevede una gestione multidisciplinare: “nell’ambito della Breast Unit il chirurgo plastico interviene fin dal momento della diagnosi“. Questo significa che, fin dai primi incontri, la paziente non è valutata solo dal punto di vista oncologico ma anche con il riferimento ricostruttivo necessario per pianificare l’iter terapeutico. “La paziente viene valutata congiuntamente dal senologo e dal chirurgo plastico” per definire un percorso che integra l’intervento oncologico e la ricostruzione che potrà seguirne.
Accoglienza e impatto ambientale sulla visita
Il nuovo ambulatorio non è pensato soltanto come sala visite: l’allestimento punta a ridurre lo stress legato all’appuntamento sanitario. Come osserva il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce, “chi viene in visita in ospedale porta spesso con sé un carico di ansia e tensione” e il progetto cromatico della stanza, in particolare il rosa scelto per l’ambiente, contribuisce a creare maggiore serenità e a rendere gli spazi più accoglienti durante la visita specialistica.
Opzioni ricostruttive garantite dall’unità di chirurgia plastica
Il reparto sottolinea la disponibilità a offrire tutte le soluzioni necessarie dopo la mastectomia: “siamo in grado di offrire tutte le opzioni ricostruttive” per le pazienti con tumore della mammella. Tra le possibilità previste vi è anche la ricostruzione senza impiego di protesi, un approccio che alcuni centri non sempre praticano.
Ricostruzione autologa e complesso areola-capezzolo
Il dirigente medico della chirurgia plastica, Michele Maruccia, mette in evidenza che “siamo tra i pochi centri a garantire anche la ricostruzione autologa; cioè senza protesi“. Questa tecnica prevede il prelievo di tessuto da un’altra regione del corpo, tipicamente dall’addome, per ricostruire il volume della mammella, offrendo un beneficio significativo dal punto di vista estetico e funzionale. Inoltre, l’unità assicura anche la ricostruzione del complesso areola-capezzolo sia con tessuto autologo sia con protesi: “Garantiamo inoltre la ricostruzione del complesso areola-capezzolo“, con la possibilità di completare il percorso con il tatuaggio medicale che ripristina l’aspetto esterno della regione mammaria.
La disponibilità di più tecniche ricostruttive permette di personalizzare il trattamento in funzione delle condizioni cliniche e delle preferenze della paziente, integrando valutazioni oncologiche e ricostruttive per arrivare a un piano condiviso e sostenibile.
Donazione dell’associazione e valore umano dell’iniziativa
L’intervento sul poliambulatorio è stato possibile grazie a una donazione di Noi ci rialziamo sempre un’associazione composta da persone che hanno vissuto l’esperienza oncologica in prima persona. Il progetto della stanza rosa nasce con l’obiettivo di migliorare l’accoglienza e di offrire uno spazio specifico per colloqui, informazioni e visite specialistiche rivolte alle donne in fase di ricostruzione. L’attenzione al contesto fisico va di pari passo con le competenze cliniche: il valore aggiunto consiste nel mettere insieme un percorso tecnico e un ambiente che riduca l’impatto emotivo della visita.
La creazione di aree dedicate come questa rappresenta un esempio di come il sostegno della comunità e il lavoro degli operatori sanitari possano connettersi per valorizzare non solo gli esiti clinici ma anche la qualità dell’esperienza di cura per le pazienti.



