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Finanziamento Erc per Dipnet: nuova piattaforma diagnostica all’Università di Bari

Il progetto Dipnet, guidato dalla professoressa Luisa Torsi all'università di Bari, ha ottenuto un finanziamento Erc Advanced Grant di 3,5 milioni di euro per sviluppare una piattaforma diagnostica portatile in grado di rilevare biomarcatori a concentrazioni estremamente basse.

Finanziamento Erc per Dipnet: nuova piattaforma diagnostica all’Università di Bari

Il 23 GIU a Bari si è confermato un importante riconoscimento per la ricerca locale: il progetto Dipnet dell’università Aldo Moro di Bari ha ricevuto un finanziamento di 3,5 milioni di euro dall’European Research Council attraverso un Erc Advanced Grant. Il gruppo guidato dalla professoressa Luisa Torsi intende realizzare una piattaforma diagnostica che sia al tempo stesso semplicerapida e portatile pensata per l’uso vicino al paziente in ambulatori, ospedali e contesti di screening.

Al centro dell’iniziativa c’è l’idea di potenziare strumenti già noti ai laboratori clinici per spingerne la sensibilità fino a livelli attualmente non raggiungibili nei dispositivi point-of-care. Come sintetizzato dal progetto, Dipnet – Dipole NETwork engineering for sub-attomolar digital quantitative optical assays mira a misurare segnali biologici estremamente deboli — dalle proteine agli antigeni fino a frammenti di DNA o RNA — impiegando un approccio che combina lettura ottica e un trattamento avanzato della superficie del biomateriale sensibile.

Il finanziamento Erc e il ruolo della professoressa Torsi

Il contributo dell’European Research Council è stato attribuito con un Erc Advanced Grant, programma rivolto a ricercatori di eccellenza con progetti ambiziosi. La scelta di sostenere Dipnet riflette la potenzialità applicativa della ricerca coordinata da Luisa Torsi docente ordinaria di Chimica all’università Aldo Moro di Bari. Secondo la descrizione del progetto, “Questo è il cuore del progetto“: non solo l’apparato di lettura adottato, ma soprattutto il trattamento della superficie del biomateriale sensibile, progettato per aumentare enormemente la capacità di riconoscere e misurare biomarcatori presenti in quantità estremamente basse.

Obiettivi scientifici e innovazione tecnologica

Il progetto parte da una base tecnologica nota ai laboratori clinici: una tecnologia fluorimetrica già comunemente usata nelle analisi. Tuttavia, la novità risiede nel qualificare la superficie del sensore in modo da ottenere una rilevazione digitale a livelli sub-attomolari. Come spiegato dagli ideatori, “Partiamo da una tecnologia fluorimetrica già familiare ai laboratori clinici; un apparato già comunemente utilizzato nelle analisi cliniche“, ma la finalità è portare la sensibilità oltre gli attuali limiti dei dispositivi point-of-care.

Applicazioni pratiche: diagnostica vicino al paziente

La piattaforma pensata da Dipnet è concepita per operare in prossimità del paziente, analizzando piccoli campioni di sangue o di saliva. Questo approccio vuole rispondere a una lacuna della diagnostica moderna: molte tecnologie attuali rilevano con precisione marcatori genetici, ma faticano quando si tratta di biomarcatori antigenici presenti a concentrazioni molto basse. Il progetto, perciò, intende colmare la distanza tra queste capacità analitiche e realizzare test più sensibili e accessibili.

L’ambizione dichiarata è di rendere la diagnostica di precisione “ancora più rapida, accessibile e vicina alle persone“. La piattaforma potrà essere impiegata non solo per la diagnosi precoce, ma anche per il monitoraggio clinico e per migliorare la risposta a emergenze sanitarie future, ampliando la disponibilità di test ad alta sensibilità fuori dai laboratori centralizzati.

Impatto sul territorio e sulla ricerca

Il riconoscimento economico e scientifico ottenuto con i 3,5 milioni di euro rende evidente il valore strategico della ricerca condotta all’università di Bari. Oltre a dare rilevanza internazionale al team guidato da Torsi il finanziamento favorisce lo sviluppo di competenze e infrastrutture sul territorio pugliese, con possibili ricadute nella formazione e nella collaborazione tra laboratori clinici e gruppi di ricerca.

Come ripetuto nella presentazione del progetto, “Dipnet nasce dall’esigenza di rendere la diagnostica di precisione ancora più rapida” e questa visione è ora sostenuta da un finanziamento europeo che permette di passare dalla progettazione alla sperimentazione su scala avanzata.

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