La Biennale di Venezia continua il suo viaggio sulle orme di Marco Polo, facendo tappa in Mongolia con una mostra che celebra il settecentesimo anniversario della morte del leggendario esploratore. Dal 24 giugno al 20 luglio 2026, il Fine Arts Zanabazar Museum di Ulaanbaatar ospita Dove corrono splendidi cavalli un progetto che unisce tradizione e contemporaneità attraverso le opere di Baatarzorig Batjargal e Dolgor Ser-Od.
Questa iniziativa fa parte del progetto speciale È il vento che fa il cielo curato da Luigia Lonardelli e promosso dall’Archivio Storico della Biennale – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee. La mostra rappresenta un ponte tra Oriente e Occidente, esplorando il patrimonio culturale mongolo e la sua ricca stratificazione simbolica.
Un viaggio attraverso la cultura mongola
La Mongolia ha un posto speciale nel racconto di Marco Polo, che dedicò alcune delle pagine più intense del suo Milione a questa terra. La mostra Dove corrono splendidi cavalli prende ispirazione da un verso della poesia di Dashdorjiin Natsagdorj uno dei fondatori della moderna letteratura mongola, che descrive la vastità del paesaggio e il senso di libertà che caratterizza questi territori.
Le opere di Batjargal e Ser-Od sono esposte all’interno del museo, inserite come segni di interpunzione in un’epica che il Paese sta riscrivendo. Gli artisti affrontano le tensioni tra tradizione e modernità, tra patrimonio culturale e globalizzazione, creando opere stratificate che preservano e reinterpretano il passato.
Amfibio: uno spazio di incontro e riflessione
Negli spazi antistanti il museo, l’artista di Istanbul Cevdet Erek presenta Amfibio una struttura modulare e adattabile che fa da palcoscenico a un programma di letture a cura della Mongolian Writers’ Union. Dal 24 al 27 giugno, voci e suoni della letteratura mongola animeranno questo spazio, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva.
Amfibio è progettato per essere permeabile ai linguaggi architettonici e ai ritmi dei luoghi che attraversa. Il pubblico è invitato a esplorare, riposare e ascoltare i suoni urbani che si fondono con quelli della struttura, creando un’esperienza unica.
Un ponte tra culture e tradizioni
La mostra assume una forte valenza simbolica e politica, testimoniando il consolidamento delle relazioni bilaterali tra Mongolia e Italia. Come ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia a Ulaanbaatar, Giovanna Piccarreta questa iniziativa riflette la volontà comune di rafforzare i legami attraverso la cultura, strumento privilegiato di diplomazia e comprensione reciproca.
La direttrice del Fine Arts Zanabazar MuseumBaigalmaa Purevsukh ha sottolineato come il progetto offra un’opportunità straordinaria per rileggere e reinterpretare il percorso di Marco Polo attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea. La Mongolia, parte integrante del vasto mondo euroasiatico descritto da Marco Polo, partecipa a questa iniziativa con un significato particolare.
Il museo Zanabazar prende il nome da Eshidorji uno dei più importanti artisti e mistici del Paese, vissuto nel XVII secolo. Le opere esposte evidenziano l’emergere e la trasformazione dell’arte moderna e contemporanea in Mongolia, affrontando le tensioni tra tradizione e modernità.
La mostra Dove corrono splendidi cavalli è un omaggio al viaggio di Marco Polo, un viaggio che continua ancora oggi attraverso il dialogo interculturale e la creatività condivisa. Un’iniziativa che celebra la ricchezza del patrimonio culturale mongolo e la sua capacità di ispirare l’arte contemporanea.



