26 ottobre 2026 ☀ 18° Allerta gialla · vento · fino 28 ottobre 23:59

Altamura: il Pd solleva dubbi sul Piano Urbanistico Generale

Il Partito Democratico di Altamura, attraverso la segretaria Anna Salvaggiulo, critica la gestione del Piano Urbanistico Generale e chiede al Sindaco dieci impegni chiari per garantire trasparenza, dati e priorità sociali nella pianificazione urbana

Altamura: il Pd solleva dubbi sul Piano Urbanistico Generale

Il Partito Democratico di Altamura rappresentato dalla segretaria Anna Salvaggiulo ha formalizzato una netta presa di posizione sul percorso di redazione del Piano Urbanistico Generale (PUG) della città. Nel comunicato si contesta l’approccio adottato dall’amministrazione comunale e si sollevano dubbi sull’assenza di confronto pubblico, sull’opacità dei numeri alla base delle scelte e sulla rapidità del procedimento.

La critica centrale è esplicita: «Il PUG non è un adempimento tecnico da chiudere in fretta». Per il Pd locale il piano deve determinare la forma della città per vent’anni e perciò richiede numeri, visione e partecipazione cittadina, non decisioni prese senza dati e senza che sia definita l’idea di futuro per Altamura.

Questioni aperte sulle previsioni abitative e sulla visione urbana

Il Pd chiede risposte puntuali su aspetti che considerano fondamentali e finora trascurati: qual è il reale fabbisogno abitativo di Altamura? Quanti alloggi sono vuoti, invenduti o inutilizzati? Qual è lo stato dell’edilizia economica e popolare? Secondo il partito, senza queste informazioni ogni ipotesi di nuove volumetrie rischia di essere costruita per interessi particolari anziché per il bene collettivo.

Dubbi sulle basi demografiche del piano

Nel documento viene sollevata la domanda: «Qual è oggi il reale fabbisogno abitativo di Altamura?» e si chiede di chiarire le proiezioni demografiche che giustificano le ipotesi di crescita della popolazione. Il Partito Democratico insiste che non è accettabile ragionare con la logica del “quanto possiamo costruire” invece di partire da “di che città abbiamo bisogno?“.

Priorità indicate dal Partito Democratico e rischi segnalati

Per il Pd, Altamura non ha bisogno di un PUG pensato per aggiungere metri cubi. La richiesta è invece di un piano che parta dall’esistente: il patrimonio edilizio, le fragilità dei quartieri, la carenza di servizi, il consumo di suolo e la necessità di rigenerare aree già edificate. Il partito esprime preoccupazione per l’ipotesi di ricorrere a meccanismi premiali e compensativi senza un quadro complessivo chiaro, temendo che possano ampliare i volumi senza garantire benefici pubblici concreti.

Nel comunicato si sottolinea che non si possono introdurre nuove possibilità edificatorie senza conoscere gli effetti area per area e che i cittadini devono poter comprendere cosa cambierà nel proprio quartiere. Viene inoltre ribadito che servizi, verde pubblico, mobilità e dotazioni collettive devono precedere qualsiasi incremento di volumetrie.

L’appello alla parte strutturale del piano

Il Pd chiede che la parte strutturale del PUG definisca con chiarezza le invarianti, le tutele, i limiti e le priorità come atto fondativo della pianificazione. Secondo la segreteria del partito, se questa sezione viene impostata in modo frettoloso o mancante, l’intero processo ne risulterà indebolito e vulnerabile a scelte opportunistiche.

Dieci impegni richiesti al Sindaco e all’amministrazione

Nel dettaglio il Partito Democratico di Altamura ha chiesto al Sindaco e alla giunta dieci impegni chiari rivolti a rendere trasparente e partecipato il processo di redazione del PUG:

1. Pubblicare i dati, le fonti e i criteri tecnici alla base delle previsioni del PUG.

2. Introdurre seriamente il tema dell’accesso alla casa, grande assente del Piano già a partire dall’atto di indirizzo.

3. Censire le abitazioni vuote e invendute, valutando il reale fabbisogno abitativo e le condizioni di disagio abitativo presenti in città.

4. Individuare i valori identitari dell’area urbana e dello spazio aperto attraverso la Carta delle Invarianti Strutturali quale atto fondativo del Piano.

5. Evidenziare gli impatti delle previsioni su tutti i quartieri della città, garantendo a ogni cittadino la comprensione degli effetti del Piano sul proprio contesto di vita.

6. Garantire che servizi, verde pubblico, mobilità e dotazioni collettive vengano prima di qualsiasi nuovo volume.

7. Puntare sulla rigenerazione urbana e territoriale e sul contenimento reale del consumo di suolo, evitando che nuove previsioni edificatorie sostituiscano una vera idea di città.

8. Definire una strategia per il sistema delle aree produttive esistenti, con una seria valutazione dell’armatura infrastrutturale territoriale in termini di accessibilità, sicurezza urbana e connessione con il resto della città.

9. Verificare premialità e perequazioni con dati trasparenti, evitando meccanismi automatici che producano nuove volumetrie senza reali benefici pubblici.

10. Dare garanzie amministrative, norme di salvaguardia chiare e tempi adeguati, affinché la fase transitoria non diventi un varco per scelte irreversibili.

Il Partito Democratico conclude ribadendo la disponibilità a un piano coraggioso, partecipato e fondato sui dati orientato alla rigenerazione urbana, alla tutela del territorio, al diritto alla casa, al verde e alla qualità della vita. Allo stesso tempo avverte che, senza visione e numeri, il rischio è consegnare Altamura a un nuovo ciclo di espansione edilizia senza servizi e senza giustizia sociale.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Bari adesso

QUALITÀ ARIA
Discreta
PM10 6 · NO₂ 11 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 26 ottobre