Nel quartiere Japigia, a pochi passi dal comando della polizia locale di Bari, le opere per il nuovo BRT sono quasi al termine. Le banchine delle future fermate e le transenne che delimitano i percorsi costringono gli automobilisti a percorrere le sole corsie destinate al bus elettrico, anticipando così la configurazione che sarà operativa nella seconda metà del 2027.
Questa anticipazione della futura viabilità mette a dura prova la normale circolazione. Finora le ampie carreggiate permettevano una gestione fluida del traffico, soprattutto nelle ore di punta, quando i centri commerciali della zona attirano un grande afflusso di veicoli. Con la riduzione delle corsie per le auto, gli abitanti avvertono un restringimento delle possibilità di sorpasso e una maggiore congestione nelle zone limitrofe alle fermate del BRT.
Via Loiacono: da doppio senso a unico senso di marcia
Un dato che ha suscitato particolare scalpore è la trasformazione di via Loiacono. Fino a poco tempo fa, la strada offriva un doppio senso di marcia, consentendo sia l’uscita verso via Caldarola – collegamento diretto alla tangenziale – sia quella verso via Gentile, a seconda delle esigenze dei conducenti. Oggi, la nuova segnaletica orizzontale e la presenza esclusiva delle corsie riservate al BRT indicano che la via sarà destinata a un unico senso, quello verso via Gentile.
Le dichiarazioni dei residenti
Il gruppo Facebook “Gli amici del muretto di via Pascazio” ha commentato il cambiamento con una frase che riecheggia tra i residenti: “Via Loiacono sembra desinata a un unico senso”. Questo passaggio, benché previsto dal progetto, è percepito come un limite alla libertà di movimento, soprattutto per chi utilizza la strada per raggiungere rapidamente la tangenziale o per effettuare consegne nei negozi del centro commerciale adiacente.
Le proteste del Comitato No BRT e le richieste di sicurezza
Il Comitato No BRT ha espresso preoccupazione non solo per la riduzione delle corsie auto, ma soprattutto per la sicurezza dei passeggeri nelle ore serali. In una nota, il comitato ricorda che, durante la notte di Halloween, alcune linee Amtab sono state sospese per motivi di sicurezza, chiedendo: “Cosa dovremmo aspettarci quando il BRT sarà completato?”. Il tema centrale riguarda la capacità di garantire un ritorno a casa tranquillo per chi viaggia di sera, sia per lavoratori, studenti o commercianti.
Tra le richieste avanzate spicca la frase del Comitato: “Non basta dire che gli autobus saranno dotati di telecamere, se prima non si garantiscono sicurezza, affidabilità e tranquillità”. Inoltre, viene sottolineato che l’eliminazione di centinaia di posti auto e l’obbligo di parcheggiare lontano dalle abitazioni aumenterebbero la dipendenza dal Trasporto pubblico, senza però fornire le garanzie richieste per la protezione degli utenti.
Il progetto prevede che il BRT entrerà in servizio nella seconda metà del 2027. Fino a quel momento, le autorità comunali dovranno rispondere alle questioni sollevate, come l’installazione di sistemi di videosorveglianza, l’aumento della presenza di personale di sicurezza nelle fermate e la definizione di percorsi pedonali protetti. Solo con un quadro completo di affidabilità e tranquillità il nuovo sistema potrà convincere i cittadini a lasciare l’auto e adottare il trasporto pubblico come soluzione di mobilità sostenibile.



