Il sistema imprenditoriale pugliese ha concluso il terzo trimestre del 2026 con un saldo positivo di 1.258 attività, facendo emergere un tasso di crescita dello 0,34%. Il dato supera la media nazionale dello 0,32% e segna un miglioramento rispetto allo 0,30% registrato nello stesso periodo del 2025.
Tra luglio e settembre sono state annotate 3.818 nuove iscrizioni al registro delle imprese, contro 2.560 cessazioni, al netto delle cancellazioni d’ufficio. Alla data del 30 settembre il panorama imprenditoriale della regione conta 374.143 imprese registrate, a conferma di un andamento positivo sostenuto su più fronti.
Le società di capitali al centro del balzo
Il settore che ha trainato maggiormente la crescita è quello delle società di capitali, che hanno realizzato un saldo netto di 899 unità. Sono state 1.280 le nuove iscrizioni e 381 le cessazioni, generando un tasso di crescita dello 0,79%, superiore allo 0,73% nazionale. Questo segmento rappresenta oltre il 71% dell’incremento complessivo e, al 30 settembre, le società di capitali ammontano a 114.165, pari al 30,5% del totale regionale.
«Il saldo positivo e soprattutto la crescita costante delle società di capitali – afferma Vincenzo Cesareo, presidente di Unioncamere Puglia – è un’evoluzione che merita attenzione, perché segnala una progressiva trasformazione della struttura del nostro sistema imprenditoriale verso forme societarie più attrezzate per gli investimenti, l’innovazione e l’internazionalizzazione». L’assessore sottolinea che, pur celebrando il numero, occorre puntare sul rafforzamento economico attraverso produttività, occupazione e consolidamento sui mercati.
Altri profili aziendali: ditte individuali e società di persone
Le imprese individuali, pur restando la forma più diffusa, hanno registrato un aumento di 353 unità (2.328 nuove iscrizioni contro 1.975 cessazioni), toccando quota 220.208, ovvero il 58,9% del totale regionale. Le società di persone hanno chiuso il trimestre con un discreto +9 unità, portando il loro complesso a 27.852 imprese. Le altre forme giuridiche sono leggermente diminuite di tre unità, per un complesso di 11.918 realtà.
Andamento provinciale: chi ha guidato il rialzo
Il risultato positivo è stato condiviso da tutte le province pugliesi, sebbene con ritmi differenti. La provincia di Foggia ha registrato il tasso di crescita più elevato (+0,42%), tradotto in 291 imprese in più. Bari ha prodotto l’incremento assoluto più consistente, con 547 nuove attività (+0,40%). Seguiscono Taranto (+0,30%, 156 unità), Brindisi (+0,26%, 104 unità) e Lecce (+0,21%, 160 unità).
Artigianato: un segmento in espansione
Il comparto artigiano ha confermato il proprio dinamismo: 752 nuove imprese artigiane sono state iscritte, mentre 634 hanno cessato, producendo un saldo positivo di 118 unità. Il tasso di crescita dello 0,18% supera quello nazionale (0,11%) e supera il 0,10% del 2025. Alla fine di settembre il numero totale di imprese artigiane ammonta a 65.569.
Anche a livello provinciale l’artigianato è stato in attivo. Foggia è tornata al primo posto per ritmo, con +0,40% (34 unità). Taranto (+0,27%, 20 unità), Lecce (+0,25%, 43 unità), Brindisi (+0,10%, 7 unità) e Bari (+0,06%, 14 unità) hanno tutti registrato aumenti, con Lecce che evidenzia il maggior saldo assoluto.
Contesto nazionale: il miglior saldo dal 2021
A livello di Stato, il periodo luglio-settembre 2026 ha visto 62.788 nuove iscrizioni al registro delle imprese e 44.385 cessazioni, generando un saldo netto di 18.403 imprese (+0,32%). Si tratta del risultato più alto dal 2021 e supera le 16.920 unità registrate nello stesso trimestre del 2025. Il totale delle imprese italiane al 30 settembre è di 5.828.620.
Le società di capitali continuano a guidare la crescita nazionale, con +14.529 unità (+0,73%) che costituiscono il 79% dell’incremento complessivo, portandole a oltre due milioni (2.007.486). Le ditte individuali sono aumentate di 5.030 (+0,18%). Al contrario, le società di persone hanno chiuso con una contrazione di 1.342 unità (-0,17%), evidenziando una divergenza rispetto al trend positivo osservato nella regione.
Distribuzione territoriale della crescita
Le quattro macro-aree italiane hanno tutte registrato balzi positivi. Il Centro ha mostrato il tasso più elevato (+0,34%) con 4.114 nuove imprese, seguito dal Mezzogiorno (+0,33%) per volume assoluto (+6.521 unità). Il Nord-Ovest ha chiuso con lo stesso tasso (+0,33%) e 4.979 imprese in più, mentre il Nord-Est ha registrato uno slight +0,25% (+2.789 unità). Con il suo +0,34%, la Puglia si colloca leggermente al di sopra della media nazionale e del Mezzogiorno, confermando una dinamica positiva diffusa su tutto il territorio.
Il messaggio di Unioncamere Puglia rimane chiaro: il numerico balzo non è fine a sé stesso; è necessario trasformare queste nuove realtà in imprese solide, innovative e competitive, capaci di garantire occupazione stabile e valore aggiunto al tessuto produttivo regionale.



