Le fontanine pubbliche di Bisceglie, un tempo simbolo di progresso e socialità, oggi versano in uno stato di abbandono preoccupante. Rubinetti rubati, strutture danneggiate e accumuli di immondizia sono solo alcuni dei problemi che affliggono queste preziose testimonianze storiche. Ma cosa sta davvero succedendo e cosa si può fare per salvare questo patrimonio?
Un patrimonio storico in pericolo
Nei primi anni del ‘900, Bisceglie e la Puglia lottavano contro una natura arida e ostile, con l’acqua che scarseggiava. L’arrivo dell’Acquedotto Pugliese cambiò radicalmente la situazione, portando acqua corrente e migliorando la qualità della vita. Le fontanine di ghisa diventarono un punto di riferimento per la comunità, un luogo di incontro e socialità.
Oggi, però, molte di queste fontanine sono in stato di abbandono. Rubinetti rubati, strutture danneggiate e accumuli di immondizia sono solo alcuni dei problemi che affliggono queste preziose testimonianze storiche. Un cittadino ha segnalato che su tre pompe vicine, una funziona, una è chiusa e la terza è ridotta a raccoglitore di immondizia, con bottiglie di birra, cartoni di pizza e sacchetti di pattume.
La mappatura delle fontanine
Davanti al silenzio delle istituzioni, i cittadini hanno deciso di prendere in mano la situazione. Utilizzando strumenti digitali come FontaninApp l’applicazione ufficiale dell’Acquedotto Pugliese e il sito hanno iniziato una mappatura delle fontanine pubbliche. Inizialmente ne sono state censite 27, ma scavando nel gioco della memoria e coinvolgendo i residenti, ne sono state individuate almeno altre 12.
Tra le fontanine storiche segnalate ci sono quelle di Pio X dell’incrocio di Viale Calace con via Luigi Papagni di Via Porto della Stazione della villetta di Sant’Agostino di Passavia e del vecchio molo fino a quella del Castello purtroppo tumulata. Il conteggio totale sfiora così le 40 fontanelle pubbliche, ma resta l’incognita su quante di esse siano davvero attive, quante guaste e quante definitivamente tombate.
Un appello alla qualità della vita e al senso di comunità
Recuperare le fontane significa difendere l’autentica cultura dell’accoglienza biscegliese, quella stessa sensibilità che spinge a offrire un bicchiere d’acqua al bar anche quando non viene richiesto. La sfida per il futuro della città parte anche da questi piccoli, grandi dettagli urbani.
Come ha detto il celebre maestro Alberto Manzinon è mai troppo tardi per cambiare rotta. I cittadini di Bisceglie stanno dimostrando che, con impegno e determinazione, è possibile salvare un patrimonio storico e migliorare la qualità della vita per tutti.



