13 Settembre 2026 🌤 25°

Incendi in Puglia: 12.681 ettari bruciati, emergenza nell’Alta Murgia

Oltre 12.600 ettari di territorio pugliese sono stati devastati dagli incendi durante l'estate 2026. L'Alta Murgia è stata una delle aree più colpite, con gravi conseguenze per l'agricoltura e l'ambiente.

Incendi in Puglia: 12.681 ettari bruciati, emergenza nell’Alta Murgia

L’estate 2026 in Puglia sarà ricordata come una delle più devastanti in termini di incendi. Secondo i dati rilevati da EFFIS Copernicus e analizzati da Coldiretti puglia, sono andati in fumo 12.681 ettari di territorio, distribuiti in 114 perimetri. La provincia di Bari è stata la più colpita, con 6.221 ettari bruciati, pari al 49,1% del totale regionale.

Gli incendi hanno colpito duramente anche l’area dell’Alta Murgia, dove sono stati bruciati 7.928 ettari. In particolare, i comuni di Gravina in Puglia, Altamura e Minervino Murge hanno subito i danni più gravi, con rispettivamente 3.775 ettari1.977 ettari e 1.622 ettari di territorio devastato.

I danni causati dagli incendi

Gli incendi hanno causato gravi danni non solo all’ambiente, ma anche all’economia del territorio. Sono andati distrutti pascoli, coltivazioni, foraggi, stoppie e infrastrutture aziendali. Ogni ettaro bruciato rappresenta una perdita economica e una compromissione della capacità produttiva per le aziende agricole.

Coldiretti Puglia ha denunciato che la prevenzione non è stata sufficiente e che è necessario un cambiamento di approccio. Mirko Raguso presidente di Coldiretti Bari, ha affermato che non possiamo considerare gli incendi come eventi inevitabili dell’estate e che è necessario una strategia di prevenzione vera, con controlli, presidio e interventi tempestivi.

Le richieste di Coldiretti Puglia

Coldiretti Puglia ha inviato una richiesta urgente all’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli per ottenere deroghe straordinarie sui terreni incendiati. Le aziende agricole danneggiate rischiano di perdere l’accesso ai contributi europei a causa dell’impossibilità di utilizzare i suoli.

L’associazione ha anche chiesto di consentire la continuità del pascolo nelle zone colpite sempre garantendo la sicurezza ambientale, per evitare che i blocchi pluriennali fermino del tutto le attività. Pietro Piccioni direttore di Coldiretti Bari, ha sottolineato che l’Alta Murgia è un territorio agricolo vivo, dove agricoltura, allevamento e ambiente sono strettamente connessi.

La necessità di una prevenzione strutturale

Coldiretti Puglia ha ribadito che la prevenzione deve partire molto prima con una presenza capillare sul territorio, manutenzione delle aree più esposte, controllo dei punti critici, tempestività nell’avvistamento e un coordinamento efficace tra tutti i soggetti chiamati a intervenire.

Rafforzare il ruolo delle aziende agricole e degli allevatori come sentinelle del territorio è fondamentale, perché chi vive e lavora quotidianamente nelle campagne è spesso il primo ad accorgersi di un focolaio. Il fenomeno degli incendi produce effetti che vanno ben oltre la giornata dell’incendio con la perdita della copertura vegetale che aumenta la vulnerabilità dei suoli all’erosione e compromette habitat e biodiversità.

Coldiretti Puglia ha concluso che occorre passare dalla logica dell’emergenza a quella della prevenzione strutturale investendo risorse e responsabilità precise prima che il fuoco divampi. La tutela dell’Alta Murgia e delle campagne pugliesi significa proteggere insieme ambiente, agricoltura, allevamenti, paesaggio e sicurezza delle comunità rurali.

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