Il liceo “Carlo Troya” di Andria è pronto a riaprire le porte agli studenti il prossimo 21 settembre. La decisione arriva dopo una serie di verifiche tecniche che hanno ribaltato il quadro iniziale, inizialmente preoccupante. La chiusura cautelativa dell’edificio, disposta il 24 agosto, era stata decisa in seguito a una relazione dell’Agenzia del Demanio che segnalava una criticità strutturale.
La riapertura è stata ufficializzata con l’ordinanza numero 28 dell’11 settembre, firmata dal dirigente del IV Settore della Provincia Bat, Lorenzo Fruscio. Il provvedimento proroga l’interdizione della sede di via Raffaello Sanzio fino al 20 settembre per consentire il completamento dei lavori di ripristino e l’installazione di alcuni presidi di sicurezza.
Le verifiche tecniche che hanno cambiato le carte in tavola
La prima relazione dell’Agenzia del Demanio, acquisita dalla Provincia il 17 agosto, descriveva una condizione critica di inidoneità statica rispetto ai carichi verticali. Le analisi avevano indicato una resistenza a compressione del calcestruzzo di appena 6,52 MPa, suggerendo l’immediata limitazione dell’utilizzo del plesso.
Davanti a risultati tanto preoccupanti, la Provincia aveva disposto nuovi accertamenti, finanziati con risorse proprie. Con la determinazione numero 938 del 31 agosto, il servizio di supporto al responsabile unico del procedimento è stato affidato all’ingegnere Giacomo Alicino. Il nuovo piano diagnostico è stato esteso all’intero edificio, con prelievi di carote di calcestruzzo, prove distruttive e indirette, e saggi su travi e pilastri.
I risultati delle nuove analisi
Le verifiche hanno prodotto un quadro differente da quello iniziale. L’ordinanza rileva che numerosi elementi strutturali presentano dimensioni maggiori rispetto a quelle utilizzate nei calcoli della prima relazione. Anche le armature effettivamente presenti sono risultate più consistenti. Le prove condotte dal laboratorio Geotest di Modugno hanno restituito valori di resistenza del calcestruzzo superiori a quelli rilevati dai progettisti incaricati dall’Agenzia del Demanio e al valore minimo previsto dal Regio decreto del 1939.
Sulla base di verifiche a campione effettuate sugli elementi precedentemente giudicati critici, la Provincia ritiene che la scuola possieda un livello di sicurezza idoneo alla ripresa delle attività per quanto riguarda i carichi gravitazionali. Tuttavia, resta aperta la questione della vulnerabilità sismica, che dovrà essere esaminata in contraddittorio con l’Agenzia del Demanio.
I lavori di ripristino e la riapertura
Dal 14 al 20 settembre, le imprese incaricate dovranno richiudere e sistemare le parti di travi, pilastri e altri elementi interessate dai prelievi e dai saggi, per poi sanificare l’intero istituto. Durante questa fase, l’accesso sarà consentito alla dirigente scolastica e al personale docente e Ata soltanto nell’auditorium e nella palestra coperta, per completare le attività amministrative necessarie all’avvio dell’anno scolastico.
Il 21 settembre cominceranno le lezioni in presenza. Nonostante la partenza posticipata di una settimana, non è previsto il recupero dei giorni persi. L’interruzione è dipesa da un provvedimento dell’ente proprietario adottato per tutelare l’incolumità della comunità scolastica. Il calendario sarà quindi gestito tenendo conto dell’eccezionalità della vicenda, senza imporre agli studenti lezioni aggiuntive o un prolungamento dell’anno.



