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Morto sulla litoranea di Barletta: la vittima era un cittadino polacco, gli investigatori esaminano le ferite

Un uomo di circa 35 anni di origine polacca è stato rinvenuto senza vita sulla litoranea sud di Barletta il 23 giugno 2026. Sul corpo ferite che gli investigatori stanno valutando, mentre la Procura di Trani ha disposto l'autopsia all'Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari

Morto sulla litoranea di Barletta: la vittima era un cittadino polacco, gli investigatori esaminano le ferite

Il pomeriggio di martedì 23 giugno 2026 è stato segnato dal ritrovamento del corpo di un uomo sulla litoranea sud di Barletta in corrispondenza della strada vicinale Misericordia nei pressi di viale Regina Elena. La scoperta è avvenuta alle 18.14 e ha reso necessario l’intervento della Guardia costiera della Capitaneria di Porto e del personale sanitario del 118 che hanno constatato il decesso della vittima.

La persona ritrovata è un cittadino straniero di origine polacca di età stimata attorno ai 35 anni. Nei pressi del corpo sono stati rinvenuti effetti personali, tra cui uno zaino, un telefono cellulare e un portafogli. Un anziano pescatore della zona, che frequenta abitualmente quel tratto di costa, ha indicato di aver visto lo stesso uomo anche il giorno precedente, vestito con gli stessi indumenti; l’uomo ha chiesto aiuto a due giovani per allertare i soccorsi.

Rilievi sul luogo del ritrovamento e prime osservazioni mediche

Sul corpo sono state annotate diverse ferite, con maggiore evidenza a livello cranico. Al momento non è possibile stabilire con certezza la causa di tali lesioni: gli inquirenti stanno valutando se siano conseguenza dell’azione del moto ondoso e dell’urto contro i ciottoli della spiaggia o se siano riconducibili ad altre circostanze. Per chiarire la dinamica, la salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari come disposto dalla Procura di Trani che ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato iniziali.

Interventi delle autorità e prime attività investigative

Sul posto hanno operato gli agenti della Polizia di Stato insieme con la Capitaneria di Porto e i medici legali incaricati dei primi rilievi. La Questura della Bat ha poi confermato la nazionalità polacca della vittima, pur rimandando conferme anagrafiche ufficiali agli accertamenti in corso. La Procura coordina le indagini per ricostruire gli ultimi movimenti dell’uomo e verificare elementi utili a ricostruire cosa sia accaduto prima del ritrovamento.

Ipotesi investigative: dalle cause naturali all’aggressione animale

Gli investigatori non escludono alcuna pista. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella del malore seguito dalla caduta in acqua, così come quella di una colluttazione o di un evento esterno riconducibile a fattori terzi. Parallelamente, nelle ore successive al ritrovamento si è fatta strada l’ipotesi di un’eventuale aggressione da parte di animali: nei giorni precedenti alla scoperta del corpo sarebbero stati avvistati nella zona due lupi, e alcune ferite possono essere compatibili con morsi.

La presenza degli avvistamenti è un elemento che gli investigatori stanno considerando con attenzione, senza però trarre conclusioni premature. È compito degli esami autoptici e delle consulenze specialistiche stabilire la natura delle lesioni, distinguendo tra lesioni traumatiche da impatto, lesioni compatibili con morso e quelle provocate dall’ambiente naturale della costa.

Dati temporali e prossimi accertamenti

L’attività giudiziaria prosegue sotto il coordinamento della Procura di Trani che ha disposto il trasferimento della salma a Bari per gli esami di rito. L’aggiornamento formale è stato registrato nella mattinata del 24 giugno 2026, con una comunicazione tecnica degli orari di intervento e delle prime verifiche alle 08.04. Gli accertamenti medico-legali saranno determinanti per escludere o confermare le ipotesi attualmente aperte: incidente, malore, aggressione umana o animale.

La comunità locale e le autorità continuano a seguire gli sviluppi dell’inchiesta. Le forze di polizia impegnate mantengono il massimo riserbo sugli elementi sensibili dell’indagine, rilasciando informazioni ufficiali solo al termine delle verifiche e delle eventuali certificazioni forensi.

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