Barletta si trova in una situazione critica riguardo all’utilizzo dei fondi del PNRR. Secondo i dati aggiornati, la città ha speso solo il 23,8% delle risorse assegnate, un risultato che la colloca in fondo alla classifica dei capoluoghi e grandi comuni pugliesi.
Progetto Civico Italia – Barletta ha acceso i riflettori su questa situazione, evidenziando un divario incolmabile tra la narrazione trionfalistica dell’Amministrazione comunale e la cruda realtà dei dati ufficiali.
I ritardi nei progetti finanziati dal PNRR
Le scadenze per la conclusione delle opere finanziate dal PNRR sono state ampiamente superate. La data ordinaria del 30 giugno 2026 è passata senza che i lavori fossero completati, e anche il limite massimo prorogato del 31 agosto 2026 è stato raggiunto senza risultati concreti.
Tra i progetti in ritardo ci sono l’Asilo nido nella Zona 167 e la riqualificazione dell’Anfiteatro del Mare interventi strategici per la comunità che procedono a passo di lumaca.
Le conseguenze dei ritardi
Progetto Civico Italia evidenzia che il mancato rispetto delle Milestone europee e delle scadenze inderogabili espone l’Ente al concreto rischio di definanziamento. Questo significherebbe dover coprire i costi dei cantieri attingendo direttamente dalle casse comunali, con un peso diretto sulle tasche dei cittadini barlettani.
La campagna elettorale e la propaganda
Nelle ultime settimane, la lentezza nella gestione dei progetti è stata interpretata anche come una strategia politica. Con la campagna elettorale ormai avviata, c’è il fondato sospetto che i ritardi siano voluti per concentrare una raffica di inaugurazioni a ridosso del voto.
Progetto Civico Italia chiede immediate spiegazioni al Sindaco e alla Giunta invitandoli a presentare un report analitico, cantiere per cantiere, con cifre reali e scadenze certe. La città, secondo l’organizzazione, merita efficienza e trasparenza non inaugurazioni ad orologeria sulla pelle della collettività.



