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Puglia protagonista al Premio Giorgio Ambrosoli: tre menzioni speciali a Curione, FAI e don Cassano

La dodicesima edizione del Premio Giorgio Ambrosoli ha premiato questo pomeriggio al Teatro Piccolo di Milano tre esperienze pugliesi: la magistrata Silvia Curione, la Federazione Antiracket di Vieste e il sacerdote don Angelo Cassano, riconosciuti per il contributo alla legalità e alla difesa dello stato di diritto.

Puglia protagonista al Premio Giorgio Ambrosoli: tre menzioni speciali a Curione, FAI e don Cassano

La dodicesima edizione del Premio Giorgio Ambrosoli ha visto questo pomeriggio la consegna di tre menzioni speciali a realtà e persone della Puglia. La cerimonia si è svolta al Teatro Piccolo di Milano sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e ha incluso il riconoscimento di 15 esempi provenienti da diversi settori pubblici e privati che si sono distinti per la tutela della legge in condizioni difficili.

I tre riconoscimenti rivolti alla regione hanno riguardato la magistrata Silvia Curionel’associazione FAI – Antiracket Vieste e il coordinatore regionale di Liberadon Angelo Cassano. Le motivazioni ufficiali hanno posto l’accento su indagini complesse, mobilitazione civica e iniziative di recupero sociale in territori esposti al controllo della criminalità organizzata.

Silvia Curione: indagini complesse dalla Procura di Taranto

La menzione a Silvia Curionemagistrato in forza alla Procura della Repubblica di Tarantoè stata motivata dal coordinamento di inchieste di elevata complessità contro la criminalità organizzata e i fenomeni corruttivi che minano il tessuto industriale e amministrativo della Puglia. Il riconoscimento sottolinea il valore del ruolo della magistratura «di frontiera» come scudo contro tentativi di assoggettamento dell’economia e della società civile, e premia un approccio investigativo caratterizzato da rigore metodologico e determinazione nel contrasto dell’omertà ambientale e delle reti finanziarie illecite.

Il presidio della giustizia in contesti intimidatori

L’attribuzione della menzione riflette l’importanza di un presidio giudiziario capace di operare con autonomia in contesti ad alta densità criminale. La motivazione evidenzia come la tenacia della magistratura sia fondamentale per tutelare la dignità e la sicurezza dei cittadini e per impedire che interessi consolidati condizionino le scelte pubbliche e private.

FAI – Antiracket Vieste: la ribellione collettiva di 27 imprenditori

La seconda menzione speciale è andata alla FAI (Federazione Antiracket Italiana) per l’esperienza sul Garganoin particolare a Viestedove 27 imprenditori hanno deciso di rompere il silenzio e denunciare le estorsioni. Questo episodio è stato presentato come esempio di come la lotta contro l’estorsione mafiosa richieda una risposta collettiva e organizzata: la solitudine delle vittime è stata affrontata trasformandola in un impegno condiviso a difesa dello stato di diritto.

Ruolo di Tano Grasso e della Direzione Nazionale Antimafia

La menzione riconosce inoltre la figura di Tano Grassopioniere del movimento antiracket, e il contributo operativo del procuratore della Direzione Nazionale AntimafiaGiuseppe Gattiche hanno supportato l’azione investigativa e istituzionale. Il caso di Vieste viene descritto come una pagina di riscatto civile in cui il tessuto economico ha scelto l’unità a favore della libertà e dello sviluppo.

Don Angelo Cassano e Libera Puglia: comunità e riuso sociale dei beni confiscati

La terza menzione ha premiato don Angelo Cassanoparroco a Bari e referente di Libera in Puglia. Il riconoscimento valorizza un impegno sul territorio per sottrarre i giovani alla manovalanza criminale attraverso iniziative di educazione, cultura e lavoro onesto, oltre che l’impegno per il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Secondo la motivazione, la trasformazione della parrocchia e dei presidi sociali in luoghi di trasparenza e responsabilità pubblica è un elemento chiave della risposta civile alla prevaricazione organizzata.

Le tre menzioni pugliesi sono state commentate dalle istituzioni regionali, che hanno richiamato l’importanza di una rete interistituzionale capace di coniugare formazione, riuso sociale e animazione territoriale, sostenuta da soggetti quali UnibaLibera e Avviso Pubblico. L’assessora regionale alla Legalità e Antimafia sociale, Silvia Migliettaha evidenziato come tali esperienze testimonino una visione condivisa della legalità come bene comune e rappresentino un riferimento per le nuove generazioni.

Il riconoscimento al Premio Ambrosoli conferma che l’azione coordinata tra magistratura, comunità locali e associazioni del terzo settore può generare risultati concreti nella lotta alle mafie. La cerimonia, oltre a celebrare singole persone e organizzazioni, ha sottolineato il valore della partecipazione collettiva nella difesa dello stato di diritto.

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