La Procura di Bari ha depositato una richiesta di liquidazione giudiziale della Ssc Bari e ha chiesto la nomina di un curatore per la gestione della squadra in vista del proseguimento del campionato di Serie C; ultimo aggiornamento: 19 settembre 2026.
La vicenda ha attirato attenzione perché mette a rischio la continuità sportiva del club e intreccia profili contabili e penali relativi a operazioni societarie e cessioni di calciatori.
La richiesta della Procura e i motivi
La Procura di Bari, con i pubblici ministeri Roberto RossiCiro Angelillis e Milto De Nozza ha sostenuto che la società è «strutturalmente in perdita» e non può far fronte autonomamente ai propri obblighi. Nella memoria presentata è stata evidenziata la dipendenza del club da un «mezzo anormale» di finanziamento erogato dalla controllante Filmauro rappresentato da otto impegni scritti depositati negli ultimi anni per coprire i costi di esercizio in Serie C.
La Procura ha affermato che la sola eliminazione dello squilibrio patrimoniale, come indicato nel bilancio al 30 giugno 2026 non prova la capacità della società di generare valore in modo autonomo e ha chiesto che, in caso di liquidazione, sia autorizzato un esercizio provvisorio con la nomina di un curatore per gestire la squadra fino al termine della stagione.
Filmauro, rinuncia a crediti e impatto finanziario
Filmauro ha rinunciato a crediti per 15,2 milioni di euro nei confronti del club tra il 30 giugno e il 28 agosto, ma la Procura ha osservato che tale operazione non ha comportato un nuovo apporto di liquidità nell’attivo disponibile per eventuali procedure. L’accusa ha descritto la rinuncia come un’operazione che ha «pulito» i conti ma non ha risolto la situazione di insolvenza reale.
Nel documento di replica la Procura ha anche chiesto che, qualora fosse disposta la liquidazione giudiziale, il tribunale valuti l’esercizio provvisorio per assicurare la prosecuzione del campionato sotto la supervisione di un curatore nominato dal giudice.
Il caso Caprile e le perizie contestate
Al centro dell’istruttoria è finita la cessione del portiere Elia Caprile al Napoli per 2,2 milioni di euro. La perizia redatta il 17 luglio 2023 da Claudio Garzelli stimava il valore tra 1,5 e 2,5 milioni, stima che la Procura ha definito insufficiente e priva di adeguata motivazione.
I consulenti della Procura, i commercialisti Massimiliano Cassano e Antonio Danza hanno rilevato che la perizia si è basata su due transazioni comparabili (tra queste la cessione di Vicario al Cagliari nel 2021 e Israel-Juventus), trascurando altri parametri e il valore di mercato indicato da Transfermarkt pari a circa 4 milioni. La Procura ha sottolineato che il prezzo di 2,2 milioni sarebbe stato «non congruo» rispetto alla successiva vendita del Napoli al Cagliari per circa 8 milioni, che ha generato una plusvalenza stimata in circa 7 milioni per l’acquirente intermedio.
Dopo l’acquisto da parte del Napoli, Caprile era stato ceduto in prestito all’Empoli per 0,5 milioni e poi trasferito al Cagliari per circa 8 milioni. La difesa della società ha invece sostenuto che il Bari ha registrato un effetto economico netto di circa 1,7 milioni derivante dalla cessione, considerando il costo storico di 40.000 euro.
Procedura processuale, udienza e parti difensive
L’udienza per la discussione della domanda di liquidazione giudiziale è fissata davanti al Tribunale civile per il 1 ottobre. La difesa della società è stata affidata al prof. Ugo Patroni Griffi e all’avvocato Mattia Grassani, che hanno presentato una contro-memoria con una consulenza tecnica di Elbano De Nuccio, presidente dell’Ordine nazionale dei commercialisti, sostenendo la regolarità del bilancio approvato e delle operazioni di mercato.
La contro-memoria ha sottolineato che su 16 cessioni effettuate tra il 2021 e il 2026 solo due hanno coinvolto il Napoli, sostenendo l’assenza di un «sistematizzato trasferimento di valore» verso la società di proprietà. Il club ha inoltre rinunciato al riesame dopo il sequestro di documenti avvenuto a luglio presso le sedi di Bari, Napoli e Filmauro, decisione definita strategica in attesa delle ulteriori memorie che la Procura intende depositare.
Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2026.



