1 Giugno 2026 ☁ 22°

Tar Puglia: via libera alla tutela degli ulivi, bocciata la delibera regionale

Il Tar Puglia ha annullato la delibera regionale che consentiva l'abbattimento di ulivi non monumentali per far posto a serre e impianti fotovoltaici; il tribunale richiama la legge 144/1951 e limita l'estensione del concetto di opera di pubblica utilità

Tar Puglia: via libera alla tutela degli ulivi, bocciata la delibera regionale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia ha pronunciato una sentenza destinata a incidere sulle politiche di tutela del paesaggio rurale: il provvedimento regionale che, dallo scorso luglio 2026, autorizzava l’abbattimento di ulivi non monumentali per installare impianti fotovoltaici e serre è stato annullato. La decisione, resa nota il 01 giugno 2026, nasce dal ricorso presentato dal Gruppo di Intervento Giuridico – Odv e mette al centro il rapporto tra transizione energetica e conservazione del patrimonio olivicolo.

Il quadro giuridico richiamato dal Tar

Nel pronunciamento i giudici hanno richiamato la normativa nazionale più rilevante: la legge n. 144 del 1951, che stabilisce un divieto generale di abbattimento degli alberi di olivo, consentendo deroghe solo in cinque ipotesi tassative, tra cui l’esecuzione di opere di pubblica utilità. La sentenza spiega come la delibera regionale abbia tentato di estendere la nozione di opera di pubblica utilità includendovi impianti privati per la produzione di energia da fonti rinnovabili, trovando però il giudice contrario.

La portata della legge 2026

I magistrati hanno altresì esaminato la legge del 2026 che attribuisce una qualifica di pubblica utilità ad alcune infrastrutture verdi: il Tar sottolinea che tale qualifica «non produce alcun automatismo rispetto al divieto di abbattimento degli olivi». La stessa normativa, nella sua cornice, impone che la localizzazione degli impianti tenga conto della tutela della biodiversità, del patrimonio culturale e del paesaggio rurale, e definisce ipotesi tassative per l’installazione di impianti fotovoltaici a terra in aree agricole.

Motivazioni centrali della sentenza

Il Tar ha ritenuto illegittima la parte della delibera che trasformava un divieto con deroghe eccezionali in un regime autorizzatorio di ampia portata. In sostanza, secondo i giudici, la Regione ha modificato il bilanciamento degli interessi operato dal legislatore nazionale, subordinando la conservazione degli uliveti a valutazioni di convenienza economica e di mercato. La sentenza afferma inoltre che la sostituzione integrale dell’oliveto con altre colture «non migliora il fondo olivicolo, ma lo cancella», smontando l’argomento della compensazione mediante nuove piantumazioni o colture alternative.

Conseguenze pratiche per i progetti futuri

Dal punto di vista operativo, il verdetto limita la possibilità per i privati di ottenere autorizzazioni a espiantare ulivi nelle aree agricole pugliesi, almeno fino a che non si concilieranno le norme regionali con i vincoli stabiliti dalla legge nazionale. Le amministrazioni locali dovranno quindi rivedere procedure e criteri di valutazione ambientale per i progetti di energia rinnovabile su suolo agricolo, privilegiando soluzioni compatibili con la conservazione del paesaggio.

Reazioni delle associazioni e significato simbolico

L’associazione Ulìvivo ha accolto la sentenza definendola un «passaggio storico»: per il gruppo, la pronuncia conferma che gli ulivi non sono un ostacolo ma un bene comune da tutelare, parte integrante dell’identità, della cultura e dell’ecologia locale. Il commento sottolinea come la decisione valga anche come richiamo al principio costituzionale di tutela del paesaggio, opponendosi a logiche speculative o emergenziali che potrebbero guidare scelte territoriali a scapito delle risorse storiche e naturali.

Un precedente giurisprudenziale

La sentenza del Tar Puglia potrebbe diventare riferimento per casi analoghi in altre regioni, poiché riafferma limiti precisi all’interpretazione estensiva delle deroghe al divieto di abbattimento. I tribunali amministrativi e le autorità competenti potrebbero richiamarsi ai motivi espressi nella pronuncia quando si troveranno a valutare trade-off tra impianti energetici e tutela del patrimonio agricolo.

Verso un equilibrio tra energia e tutela del territorio

Il caso evidenzia la necessità di progettare la transizione energetica in modo che non si traduca in perdita irreversibile di elementi paesaggistici e culturali. Soluzioni come l’installazione su coperture, l’uso di terreni non agricoli o l’integrazione con colture che non richiedano l’abbattimento degli ulivi sono vie possibili per coniugare obiettivi climatici e salvaguardia del patrimonio olivicolo. La sentenza invita perciò istituzioni, progettisti e cittadini a considerare strategie alternative e a rispettare i limiti stabiliti dalla legge nazionale.

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