Durante la notte tra il 9 e il 10 ottobre, una serie di temporali violenti ha interessato gran parte del Mezzogiorno, generando allagamenti improvvisi e mettendo in ginocchio infrastrutture vitali. Le precipitazioni intense hanno provocato l’esondazione di torrenti, il crollo di muri di contenimento e l’intrusione di fango nelle aree urbane, costringendo autorità e cittadini a limitare gli spostamenti al minimo indispensabile.
Le zone più colpite includono l’arcipelago delle Eolie, la costa ionica della Calabria, l’entroterra pugliese e parte del litorale laziale. Le forze di Protezione civile i vigili del fuoco e la polizia locale sono intervenute con squadre di soccorso, ma i danni alle abitazioni, alle strade e ai beni culturali sono già considerevoli.
Alluvioni a Lipari e nell’arcipelago delle Eolie
Sul più grande delle isole eoliane, Lipari, le piogge hanno spinto i torrenti Ponte e Valle a esondare trasportando detriti fino alle spiagge e al mare. Decine di abitazioni si sono ritrovate sotto i piedi dell’acqua, mentre numerosi veicoli sono stati trascinati verso il sottobanco del porto di Sottomonastero, finendo addirittura sul fondale marino. Il centro storico è stato invaso da una coltre di fango che ha reso impraticabili le vie principali, costringendo i residenti a rimanere in casa.
Interventi di emergenza a Lipari
Le squadre dei vigili del fuoco hanno operato incessantemente per salvare automobilisti bloccati e per estrarre le auto dal mare. Contestualmente, la Protezione Civile ha avviato un monitoraggio a tappeto del territorio, segnalando le zone più a rischio e coordinando l’evacuazione di residenti in aree particolarmente critiche. Il sindaco dell’isola ha chiesto lo stato di calamità naturale evidenziando la necessità di risorse aggiuntive per far fronte ai danni ancora da quantificare.
Calabria e Puglia: fango, detriti e minacce al patrimonio
Nel Reggino, soprattutto a Melito Porto Salvo, la pioggia ha trasformato le strade in rapide di fango, provocando il crollo di muri di contenimento lungo la costa ionica. Le autorità locali hanno schierato la Protezione Civile i vigili del fuoco e le forze dell’ordine per garantire la sicurezza dei cittadini e di coloro che hanno dovuto affrontare percorsi quasi insidiosi per raggiungere le proprie abitazioni. Parallelamente, a Bari, la forte pioggia ha allagato la cripta della Basilica di San Nicola dove sono custodite le reliquie del santo. L’intervento rapido di vigili del fuoco, volontari e fedeli ha evitato danni alle spoglie, ma ha compromesso l’ascensore per i disabili.
Eventi collaterali: Sava e Taranto
Nel corso della serata, delle luminarie installate per i festeggiamenti dei Santi Medici a Piazza San Giovanni a Sava, Taranto, sono cadute a causa di raffiche di vento particolarmente intense, danneggiando alcune auto parcheggiate ma senza causare feriti. Il fenomeno ha dimostrato come le condizioni meteorologiche estreme hanno avuto ripercussioni anche su manifestazioni culturali e ricreative.
Lazio: Anzio e Nettuno chiedono lo stato di calamità
Nel litorale laziale, i comuni di Anzio e Nettuno hanno subito l’impatto di un nubifragio che ha trasformato le arterie principali in fiumi di pioggia. In sole 24 ore sono caduti 80 millimetri di pioggia, equivalenti a più di un decimo della precipitazione annua media. Le case dei piani bassi sono state invase, le strade impassabili e numerosi veicoli sono rimasti intrappolati. I sindaci hanno formalmente richiesto alla Regione Lazio la dichiarazione dello stato di calamità naturale e il supporto di uomini e mezzi della Protezione Civile per fronteggiare l’emergenza.
Le operazioni di soccorso continuano su tutto il territorio, con una costante attenzione al monitoraggio delle zone a rischio, alla rimozione dei detriti e alla messa in sicurezza delle infrastrutture. Le autorità invitano la popolazione a limitare gli spostamenti non indispensabili e a seguire le indicazioni delle forze dell’ordine per ridurre ulteriori pericoli.



