3 Ottobre 2026 ☀ 19°

Caldo estremo a Bari: Legambiente presenta dati allarmanti sul quartiere San Paolo

Legambiente Puglia ha presentato i dati allarmanti sul caldo estremo nel quartiere San Paolo di Bari, mostrando come il caldo colpisca diversamente i quartieri della città.

Caldo estremo a Bari: Legambiente presenta dati allarmanti sul quartiere San Paolo

Bari sta vivendo una delle estati più calde degli ultimi anni, con temperature che superano i 40 gradi in molte aree della città. Tuttavia, non tutti i quartieri sono colpiti allo stesso modo. Legambiente Puglia ha recentemente presentato i risultati di un monitoraggio dettagliato nel quartiere San Paolo, evidenziando come il caldo estremo stia accentuando le disuguaglianze sociali ed economiche.

Il quartiere San Paolo, situato nella periferia ovest di Bari, è uno dei più vulnerabili agli effetti del caldo estremo. Secondo i dati raccolti da Legambiente, insieme a Ricerca sul Sistema Energetico – Rse spa e in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, il quartiere registra il più alto indice di povertà energetica della città, con un indice Idf pari a 0,59 e un indice Istat di 103,9, superiore alla media comunale.

Monitoraggio e dati preoccupanti

Il monitoraggio è stato condotto su un areale di circa un chilometro quadrato, interessando 35 punti di interesse tra servizi pubblici, scuole, aree verdi e infrastrutture. I risultati mostrano che ben 22 di questi punti (quasi il 63%) risultano direttamente esposti al sole nelle ore più calde della giornata, dalle 11 alle 16. Tra questi, ci sono il poliambulatorio, l’unico centro analisi presente nell’area, l’unico supermercato, l’unico ufficio postale, quattro ristoranti su sei e tutte le strutture scolastiche monitorate.

Le temperature più elevate sono state registrate nelle aree gioco: 75,2 gradi la media della temperatura al suolo sotto i giochi del Parco Papa Giovanni Paolo II, 73,3 gradi nei giardini di via Vincenzo Ricchioni, 68,4 gradi nei giardini Maria Colangiuli e 66 gradi nel Parco della Legalità. Temperature molto elevate interessano anche gli accessi ai servizi essenziali: 61,3 gradi sul marciapiede della farmacia di via Gaetano Granieri, 60,5 gradi davanti al Municipio, 56,7 gradi sulla rampa del centro culturale di via Barisano da Trani e 53 gradi all’ingresso della scuola d’infanzia statale ‘Plesso La Nave’.

Differenze significative tra sole e ombra

Gli stessi luoghi mostrano però una differenza significativa quando è presente una copertura o una superficie ombreggiata. In alcuni casi, bastano pochi metri, qualche albero o una leggera schermatura, per ridurre la temperatura del suolo di oltre 16 gradi. Alla fermata Fm1 ‘Cittadella’ il suolo passa da 51,5°C al sole a 35,1°C all’ombra (-16,4°C); davanti alla chiesa la temperatura scende da 56,7°C a 40°C (-16,7°C); all’ingresso della scuola di via Barisano da Trani la pavimentazione sotto il tendone misura 39,1°C, contro i 55,6°C dell’area esposta (-16,5°C).

Proposte per un futuro più fresco

Legambiente ha presentato cinque proposte rivolte al Comune di Bari e alla Regione Puglia per contrastare gli effetti del caldo estremo. Tra queste, avviare un piano straordinario di deimpermeabilizzazione e forestazione urbana, introdurre obiettivi vincolanti di copertura arborea nei quartieri più vulnerabili, rafforzare e rendere strutturale la rete dei rifugi climatici, destinare risorse alla riqualificazione climatica dell’edilizia pubblica e sociale, e istituire un Piano regionale sul Welfare Climatico e un Osservatorio sulla vulnerabilità climatica.

Nanni Palmisano, direttore di Legambiente Puglia, ha dichiarato: ‘Oggi, davanti all’Associazione InConTra, nel quartiere San Paolo, Legambiente Puglia, insieme agli scout e alla comunità del territorio, porta la campagna ‘Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città più fresche, città più giuste’. I dati della stazione meteorologica di Bari/Palese mostrano un quadro preoccupante. La media delle temperature di luglio e agosto è passata da circa 25,9 °C nel periodo 2016-2026 a circa 26,9 °C tra il 2026 e il 2026. Un aumento di oltre un grado che rende ancora più urgente preparare la città agli effetti della crisi climatica.’

Mariateresa Imparato, responsabile Giustizia climatica di Legambiente, ha aggiunto: ‘A questo si aggiunge un quadro nazionale ancora troppo distante dalla gravità dell’emergenza che stiamo vivendo. Il Governo continua a mantenere un ‘rumoroso silenzio’ sul caldo estremo e sulla crisi climatica, mentre le ondate di calore diventano sempre più frequenti, lunghe e intense.’

Maria Francesca Talamo, capo progetto di Ricerca Rse, ha sottolineato: ‘La mappatura realizzata da RSE evidenzia come la vulnerabilità alla povertà energetica e agli effetti delle ondate di calore non sia distribuita in modo uniforme sul territorio urbano, ma si concentri in specifici quartieri dove difficoltà economiche e caratteristiche degli alloggi rendono le famiglie più esposte al disagio energetico.’

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