Il rito quotidiano del caffè al bar sta diventando sempre più costoso. Secondo le ultime rilevazioni, il prezzo medio di un espresso in Italia ha raggiunto i 1,29 euro con un aumento del 24,2% rispetto al 2026. Questo incremento varia notevolmente da regione a regione, con alcune città che hanno visto rialzi ben più consistenti.
Il Centro di formazione e ricerca sui consumi in collaborazione con Assoutenti ha analizzato i dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per fornire un quadro dettagliato della situazione. Le cause di questo aumento sono molteplici e vanno oltre il semplice rialzo del prezzo della materia prima.
Le città più care e le più economiche
Bolzano si conferma la città con il prezzo più alto, con un espresso che costa in media 1,51 euro seguita da Pescara con 1,49 euro. In totale, ben 11 province hanno superato la soglia psicologica di 1,4 euro a tazzina. Tra queste, troviamo Ferrara, Belluno, Ravenna, Trieste, Parma, Trento, Padova, Treviso e Udine.
Sul versante opposto, Messina è la città più economica, con un prezzo medio di 1,06 euro seguita da Catanzaro con 1,08 euro. Solo altre quattro province, Aosta, Siracusa, Varese e Roma, offrono un espresso a meno di 1,20 euro.
I maggiori aumenti e le città più colpite
Se si analizza l’andamento dei listini degli ultimi cinque anni, emerge che la città con l’aumento più pesante è Pescara, dove il prezzo della tazzina è salito del 49% rispetto al 2026. Seguono Parma con un aumento del 41% Bari con il 39,5% e Napoli, la patria del caffè, con un rialzo del 37,8%.
Le province con gli aumenti più contenuti sono Aosta, che segna un incremento del 6,7% Cagliari, Biella e Reggio Emilia, con rialzi attorno al 15%.
I fattori dietro l’aumento dei prezzi
Secondo Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del Centro di formazione e ricerca sui consumi i rincari non sono dovuti alle quotazioni della materia prima. Le quotazioni del Robusta si attestano oggi attorno ai 3.900 dollari la tonnellata, mentre per l’Arabica i prezzi sui mercati sono scesi vicino ai 3,20 dollari per libbra.
Alla base degli aumenti registrati ai bar ci sono altri fattori, come il rialzo dei costi energetici e di gestione in capo agli esercenti, che vengono poi scaricati sui prezzi finali al consumatore.
Le abitudini dei consumatori stanno cambiando
Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, ha evidenziato che le abitudini degli italiani stanno cambiando. Si registra un sensibile incremento dei consumi per il caffè in chicchi, che nel 2026 segna in Italia un aumento delle vendite del 33%.
Un numero crescente di italiani preferisce il caffè in chicchi a cialde e capsule. Questa tendenza, unitamente ai continui rincari della tazzina, potrebbe presto minare il primato dell’espresso al bar, oggi rito irrinunciabile per milioni di cittadini.



