30 Maggio 2026 ☀ 24°

Ordinanza regionale: regole per i lavori all’aperto durante il caldo estremo

Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha firmato un'ordinanza che regola le attività all'aperto nelle giornate con rischio elevato da stress termico, definendo orari vietati, obblighi per i datori di lavoro e gruppi di lavoratori tutelati

Ordinanza regionale: regole per i lavori all’aperto durante il caldo estremo

L’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore ha reso necessario un intervento normativo specifico per la tutela dei lavoratori che operano in esterno o in ambienti termici severi. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente che stabilisce misure organizzative e preventive rivolte a ridurre i rischi sanitari legati all’esposizione prolungata a temperature elevate e alla radiazione solare.

L’atto si fonda su evidenze epidemiologiche e sui dati meteoroclimatici forniti dal sistema Worklimate, sviluppato da INAIL e CNR, e punta a conciliare la protezione della salute con la continuità delle attività produttive, indicando strumenti pratici per datore di lavoro, medico competente e lavoratori.

Ambito di applicazione e settori interessati

L’ordinanza riguarda le attività svolte all’aperto o in ambienti confinati privi di adeguata ventilazione o raffrescamento, dove si creano condizioni microclimatiche severe. In particolare sono citati i settori agricolo, forestale e florovivaistico, le serre e i tunnel agricoli, le cave, i cantieri edili e stradali e le attività di consegna all’aperto svolte con mezzi di mobilità individuale, come i rider. Vengono inoltre comprese tutte le attività che comportano esposizione prolungata al sole e un elevato impegno fisico.

Definizione di ambiente termico severo

Per ambiente termico severo si intende qualsiasi contesto in cui fattori come temperatura, umidità, ventilazione o irraggiamento solare possono generare un rischio significativo per la salute dei lavoratori. La classificazione si basa sui parametri monitorati e sulle mappe di rischio fornite da Worklimate, che devono essere consultate quotidianamente prima dell’avvio delle attività lavorative.

Divieti temporali e monitoraggio

Quando la mappa riferita a “lavoratori esposti al sole – attività fisica intensa” segnala un livello di rischio ALTO nella fascia oraria delle 12:00, l’ordinanza vieta lo svolgimento di lavori in condizioni di esposizione prolungata al sole tra le ore 12:30 e le ore 16:00. Questo divieto è operativo per l’intero territorio regionale e richiede che il monitoraggio avvenga tramite il portale ufficiale www.worklimate.it.

Validità temporale

L’ordinanza è efficace immediatamente e resta valida fino al 15 settembre 2026. L’adozione del provvedimento è motivata dalla necessità di anticipare le misure di prevenzione e di adattamento climatico, dato l’aumento delle temperature estreme registrate negli ultimi anni.

Obblighi per il datore di lavoro e misure preventive

I datori di lavoro devono integrare l’ordinanza con gli obblighi previsti dal decreto legislativo n. 81/2008, in particolare in tema di valutazione del rischio microclimatico. Le principali prescrizioni includono la rimodulazione degli orari per privilegiare fasce meno calde, l’assicurazione di pause in aree ombreggiate o raffrescate e la disponibilità continua di acqua potabile fresca.

Inoltre è richiesto di ridurre l’impegno fisico ove possibile, attivare sistemi di rotazione del personale, mettere a disposizione indumenti traspiranti o protettivi e fornire adeguata informazione sui rischi da stress termico e sui sintomi precoci del colpo di calore, anche tramite materiali multilingue. Il datore di lavoro deve promuovere il cosiddetto sistema del compagno per la sorveglianza reciproca e adottare misure specifiche per i lavoratori vulnerabili identificate dal medico competente.

Gestione delle vulnerabilità e ruolo del medico competente

La valutazione del rischio deve tenere conto di situazioni di maggiore fragilità, come età avanzata, gravidanza, patologie croniche, terapie farmacologiche che aumentano la suscettibilità al calore o condizioni sociali e linguistiche svantaggiate. Il medico competente, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, può formulare prescrizioni o limitazioni temporanee sull’esposizione al calore.

Qualora vengano indicate restrizioni, il datore di lavoro è tenuto a rimodulare gli incarichi o gli orari, assegnare mansioni compatibili o, se necessario, escludere temporaneamente il lavoratore dalle attività in condizioni di microclima severo, nel rispetto della normativa vigente.

Conseguenze e sanzioni

La violazione delle disposizioni previste dall’ordinanza comporta responsabilità e l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 650 del codice penale, salvo che il fatto non costituisca reato più grave. L’orientamento dell’atto è chiaramente prevenzionale: ridurre malori, infortuni e patologie correlate allo stress termico garantendo al contempo continuità operativa attraverso misure organizzative flessibili.

In sintesi, l’ordinanza regionale punta a fornire uno schema operativo per affrontare il rischio legato al caldo estremo, obbligando a monitoraggi quotidiani, a una gestione proattiva dei turni e a misure concrete per la protezione dei lavoratori più esposti, senza interrompere inutilmente le attività produttive.

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