L’Istituto Oncologico Giovanni Paolo II di Bari ha pubblicato un nuovo bando di gara per l’affidamento del servizio di pulizia e sanificazione. Il valore complessivo previsto supera i 15 milioni di euro e la durata contrattuale è di 60 mesi. La proposta è stata subito contestata da USB Lavoro Privato Puglia, che ha dichiarato lo stato di agitazione dei dipendenti e ha annunciato l’avvio di uno sciopero in difesa dei diritti dei lavoratori.
Dettagli del nuovo appalto e reazione sindacale
Secondo il comunicato di USB, l’avviso di gara arriva dopo mesi di silenzio e tre solleciti formali da parte del sindacato. La procedura prevede la stesura di un capitolato che includerebbe, oltre al servizio base, opzioni contrattuali aggiuntive, rendendo l’intervento privato più duraturo e, a loro avviso, più costoso per la finanza regionale.
USB proclama lo stato di agitazione e preannuncia lo sciopero
Il sindacato ha sottolineato che l’appalto, se confermato, bloccherebbe per altre cinque anni la possibilità di valutare alternative più sostenibili. “Per studiare l’internalizzazione non si trova il tempo. Per riaffidare ai privati un servizio essenziale, invece, si procede” ha dichiarato il portavoce di USB, rimarcando l’incongruenza tra la volontà istituzionale e la prassi amministrativa corrente.
Il percorso di internalizzazione fermato dalle commissioni regionali
Nel febbraio 2026 la terza e la sesta Commissione consiliare regionale hanno richiesto un studio di fattibilità finalizzato all’internalizzazione dei servizi di pulizia e ausiliariato. Tuttavia, secondo USB, l’Istituto non ha mai consegnato il documento richiesto, provocando l’interruzione delle discussioni da giugno scorso. L’assenza di questo studio impedisce alla Regione di valutare i potenziali risparmi e le migliori condizioni occupazionali per il personale.
Crisi istituzionale all’oncologico: dimissioni, indagini e denunce politiche
Il contesto si è ulteriormente complicato con le dimissioni dell’ex direttore generale Tommaso Stallone, avvenute il 5 novembre, dopo una sospensione cautelare e l’avvio del procedimento di decadenza da parte della Giunta regionale per perdita di fiducia. La decisione è scaturita in seguito alla diffusione di video da parte del portale online Quinto Potere, che suggerivano pagamenti irregolari a società esterne. La Procura di Bari ha attivato un fascicolo conoscitivo, finora senza indagati né ipotesi di reato.
Parallelamente, i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia hanno sollevato più denunce: la mancanza di una PET attiva e di un reparto di Medicina nucleare pienamente operativo, nonostante la disponibilità di circa 26 milioni di euro destinati all’ampliamento. Hanno anche evidenziato l’assenza della brachiterapia per le pazienti oncologiche ginecologiche, chiedendo una urgente audizione in Commissione Sanità.
Le richieste di USB alla Regione Puglia
Di fronte a questa molteplicità di criticità, USB invoca un intervento immediato della regione puglia e delle commissioni competenti. Il sindacato chiede la sospensione della procedura di gara, nella misura consentita dalla normativa, fino a quando non venga completato uno studio approfondito sull’internalizzazione. Inoltre, ribadisce che “La Regione non può limitarsi ad assistere a questa situazione. Deve esercitare fino in fondo le proprie prerogative di indirizzo e controllo sulla sanità pubblica regionale”.
Il documento conclusivo di USB termina con un appello al rispetto del principio di presunzione di innocenza per le indagini in corso, ma ribadisce che la difesa della dignità del lavoro e della sanità pubblica non può più subire la logica degli appalti senza una reale verifica dei benefici economici e organizzativi.



