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Basilicata punta su un hub integrato tra Ferrandina e Taranto

Un protocollo firmato a Matera avvia un hub multimodale tra Ferrandina e Taranto, con investimenti, ferrovia e formazione per rilanciare la logistica del Sud.

Basilicata punta su un hub integrato tra Ferrandina e Taranto

Il protocollo d’intesa sottoscritto a Matera ha segnato l’inizio di un progetto ambizioso: collegare l’interporto di Ferrandina al porto di Taranto per creare un nodo logistico capace di servire tutta la Basilicata e il Mezzogiorno. Alla firma hanno partecipato la Regione Basilicata, il Comune di Ferrandina, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, il Consorzio per lo sviluppo industriale di Matera e Confindustria Basilicata.

Gli attori del patto e le linee guida dell’accordo

Il presidente della Giunta lucana, Vito Bardi ha sottolineato che l’interporto può diventare “un nodo strategico della logistica del Sud” mettendo la Basilicata al centro di una rete più ampia di collegamenti. L’obiettivo dichiarato è un’interconnessione capillare tra ferrovia, strada, porto e aviazione, in modo da favorire investimenti, competitività delle imprese e nuova occupazione. Anche Francesco D’Alema presidente di Confindustria Basilicata, ha evidenziato la necessità di accelerare il completamento del raccordo ferroviario e di definire rapidamente il piano logistico.

Gli impegni di investimento

Tra le priorità c’è il completamento del raccordo ferroviario dell’area industriale di Ferrandina alla rete RFI, finanziato con 19 milioni di euro grazie alla riprogrammazione delle risorse del Fondo sviluppo e coesione. Entro 180 giorni dalla firma dovranno essere predisposti un piano logistico per il collegamento Ferrandina-Taranto, un dossier per gli investimenti e un’indagine sulle esigenze delle imprese.

Il ruolo della Zona Franca di Matera e la formazione dei tecnici

Parallelamente, la Zona Franca di Matera ha annunciato il lancio di un programma formativo dedicato alla Zona di innovazione e sviluppo (ZIS). Il presidente Giampiero De Meo ha spiegato che la formazione nasce dall’analisi dei fabbisogni logistici delle imprese della Basilicata e della Valbasento, inland terminal del porto di Taranto. L’obiettivo è evitare la creazione di “cattedrali nel deserto” e preparare nuove specializzazioni in linea con le esigenze territoriali.

Prospettive occupazionali e partnership

Nel workshop “Il fattore umano: competenze e attrattività”, promosso da Federtrasporto di Confindustria, è stata evidenziata la previsione nazionale di 150 000 nuovi lavoratori a fronte di più di 12 milioni di inattivi. Il ministro Valditara, durante la visita ai laboratori 5.0 dell’ITS Academy di Taranto, ha ribadito l’importanza di creare nuove specializzazioni per supportare la crescita delle imprese lucane. La collaborazione tra Zona Franca Matera, Arlab e le istituzioni regionali mira a tradurre questi numeri in percorsi formativi concreti.

Impatto atteso sull’economia regionale

Il nuovo hub logistico deve favorire la consolida­zione e distribuzione delle merci riducendo i tempi di transito verso i mercati internazionali. La vicinanza all’aviosuperficie di Pisticci, anch’essa oggetto di rilancio, amplia le possibilità di intermodalità. In questo contesto, la Zona Franca doganale prevista e il riconoscimento dell’infrastruttura da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rappresentano leve fondamentali per attrarre investimenti.

Gli esperti ritengono che, una volta operativi, i collegamenti ferroviari e stradali potranno generare nuove opportunità per le filiere produttive lucane e per l’intero Mezzogiorno, creando un effetto moltiplicatore su occupazione e competitività. La sinergia tra infrastrutture fisiche, formazione di alta qualità e politiche fiscali favorevoli – come possibili agevolazioni su tasse e combustibili – costituisce la base su cui costruire un futuro più dinamico per la Basilicata.

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